La Nuova Sardegna

Oristano

La polemica

La battaglia dei cartelloni continua: J Space Tv chiede i danni al Comune

di Michela Cuccu
La battaglia dei cartelloni continua: J Space Tv chiede i danni al Comune

La società coinvolta informerà la Corte dei conti

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Oristano Non si fa attendere la controffensiva della J Space Tv dopo l’ultimo blitz amministrativo del Comune di Oristano. Gianmarco e Nicola Pira annunciano una battaglia che andrà oltre il perimetro del Tar. «Dispiace constatare che l’amministrazione, miope, anziché valorizzare e spingere sull’innovazione, come già accaduto oramai da anni nei più grossi centri italiani e internazionali, tenti ancora una volta di avviare una battaglia legale per farci spegnere anche questo monitor», dichiarano i due imprenditori, annunciando l’immediata impugnazione del provvedimento, il terzo in tre anni.

I fratelli Pira denunciano una presunta disparità di trattamento rispetto agli altri operatori del settore e definiscono «paradossale» la strategia del Comune: «Da una parte c’è il tentativo dell’amministrazione di limitare l’attività di una azienda privata, mediante l’assunzione di costanti provvedimenti di rimozione fino a oggi sempre dichiarati illegittimi, e dall’altra, la stessa amministrazione, nulla ha fatto o adottato, nei confronti degli oltre 70 impianti indicati nella nostra denuncia».

Secondo la società, si tratterebbe di «cartelloni che violano sia il codice della strada che, soprattutto, il regolamento adottato dalla stessa amministrazione e ingiustificatamente inseriti nel bando pubblicato qualche anno fa». I titolari della J Space Tv confermano di aver dato mandato ai loro legali (gli avvocati Ezio Ullasci e Valerio Martis) per avviare un’azione di risarcimento danni per concorrenza sleale nei confronti del Comune. I fratelli Pira, concludono: «Attiveremo anche la Corte dei conti affinché faccia pagare i veri responsabili». La sfida per il diritto di fare impresa all’incrocio tra via Cagliari e via Tirso si sposta ora sul piano della responsabilità erariale.

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