Reparti senza medici, si pesca dalle liste dei pensionati
Due bandi d’urgenza pubblicati dalla Asl per salvare l’operatività di uno dei degli ospedali strategici dell’isola
Oristano Camici bianchi cercasi, anche già in pensione: due i bandi d’urgenza firmati ieri per salvare i reparti del San Martino e azzerare le liste d’attesa dei malati oncologici. La crisi della sanità pubblica che sta presentando il conto più salato all’Asl 5, costringe ancora una volta a una mossa disperata per evitare il collasso delle cure: richiamare in servizio i medici già andati in pensione. La direttrice generale, Grazia Cattina, ha firmato due provvedimenti d’urgenza che fotografano ancora una volta, la drammatica carenza di personale. Una terapia d’urto che si muove su due binari per garantire i servizi minimi e, soprattutto, per dare risposte immediate a chi non può permettersi il lusso di aspettare: i pazienti oncologici. Il primo bando è un vero e proprio arruolamento dei medici che hanno già appeso il camice al chiodo, purché non abbiano superato i 72 anni. Di fronte al blocco delle assunzioni e a vuoti d’organico ormai insostenibili, la Asl anche questa volta si affida all’esperienza dei medici in pensione, per sei mesi, offrendo contratti libero-professionali da 38 ore settimanali a 90 euro lordi all’ora. La mappa dell’emergenza copre tutti i punti nevralgici dell’ospedale ed è questo che conferma il bando. Si cercano due medici per Medicina Interna e un professionista a testa per Oncologia, Chirurgia, Pediatria, Radiologia, Ortopedia e per il Pronto Soccorso. Senza di loro, coprire i turni di guardia e le notti sta diventando terribilmente complicato.
Il secondo bando affronta la piaga più dolorosa: i tempi di attesa per gli esami diagnostici tumorali. L’Asl ha infatti varato un progetto specifico per l’abbattimento delle liste d’attesa nella stadiazione dei pazienti oncologici. In parole semplici, mancano i radiologi per eseguire e leggere tac o risonanze, fondamentali per chi lotta contro un tumore. Poiché i concorsi sono andati deserti e le richieste di aiuto inviate ad altri ospedali sardi e alle università sono rimaste senza risposta, l’unica soluzione è cercare specialisti in Radiodiagnostica esterni, che non abbiano più di 70 anni, per un anno. Una corsa contro il tempo per non abbandonare i malati più fragili. Il tempo per candidarsi a entrambi i bandi è pochissimo: appena dieci giorni per i medici in pensione e quindici per i radiologi.
La gravità della situazione e lo stress a cui è sottoposto il personale in servizio emergono anche dall’ultimo fatto di cronaca. L’Ordine dei Medici della provincia, ha espresso vicinanza alla collega, medico del Pronto soccorso dell’ospedale San Martino, che giovedì è rimasta coinvolta in un grave incidente stradale sulla Statale 131 all’altezza di Sant’Anna mentre rientrava a casa al termine del proprio turno di lavoro. A lei sono giunti gli auguri di pronta guarigione dell’Ordine e di tutti i colleghi ospedalieri: «La aspettiamo presto nuovamente in corsia dove la sua professionalità e la sua presenza sono particolarmente preziose, soprattutto in un momento nel quale il Pronto Soccorso di Oristano continua a fare i conti con una grave carenza di personale». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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