Il marciapiede nuovo c’è, l’uscita dal passo carrabile no: il pasticcio
A quindici anni dall’inizio della riqualificazione, i residenti scoprono di aver perso il passaggio dal parcheggio del condominio alla strada
Oristano Quindici anni di gestazione, quasi dieci dall’appalto e un cantiere dalla vita decisamente travagliata. E proprio quando il traguardo sembra finalmente a portata di mano, dalle vecchie tavole spunta la sorpresa: alcuni passi carrabili dei grandi condomini restano senza un accesso diretto dalla strada. I parcheggi interni restano dove sono. A cambiare sarà il modo per raggiungerli. È l’ultimo capitolo della saga della riqualificazione di via Aristana, opera confluita nel programma Oristano Est della giunta Tendas. Nel 2018 arrivò l’appalto e, quando il mercatino fu trasferito per lasciare spazio alle ruspe, il Comune annunciò una durata dei lavori di 300 giorni. Ne sono trascorsi quasi tremila. Nel mezzo, l’intervento ha attraversato amministrazioni, revisioni, interruzioni e ripartenze, passando dalle giunte di Andrea Lutzu sino a quella attuale di Massimiliano Sanna.
Sono stati i residenti a scoprire cosa prevedeva materialmente il disegno originario. Sul lato dei condomini, compresi i civici 49 e 51, dalla ghiaia non è spuntata la delimitazione nel nuovo marciapiede dello spazio riservato all’uscita dai parcheggi interni per attraversarlo. Così i residenti hanno scoperto che non sarà conservato l’accesso dalla carreggiata in corrispondenza di ogni passo carrabile. Soltanto un ingresso e un’uscita alle estremità del tratto, mentre lungo i muri di cinta avrebbero dovuto trovare posto gli stalli longitudinali. Una soluzione che ha fatto scattare la rivolta tra chi abita la via. Martedì 2 settembre nel pomeriggio una sorta di assemblea spontanea ha chiamato in causa l’assessore alla Viabilità, Paolo Angioi. Il problema, evidentemente, è molto precedente al suo insediamento. «Sono subentrato a una situazione già definita e abbiamo fatto tutto ciò che era possibile per trovare una soluzione – spiega –. Abbiamo ascoltato i residenti e già mercoledì mattina gli uffici, che erano stati preallertati, hanno verificato le modifiche possibili. Dovevamo intervenire rapidamente, senza provocare nuovi ritardi al cantiere, ormai in fase finale».
Dal confronto con la dirigente dell’Ufficio tecnico, l’ingegnera Sara Angius, e il responsabile unico del procedimento, il geometra Massimo Pirina, è arrivata così una variante in corsa. Non torneranno gli accessi diretti ai singoli passi carrabili: resteranno un ingresso e un’uscita, ma cambierà l’assetto del marciapiede per consentire alle auto di raggiungere i cortili e compiere le manovre necessarie. Sarà eliminato il gradino tra strada e marciapiede e una parte delle aiuole verrà sacrificata per ricavare uno spazio di manovra di oltre sette metri, con particolare attenzione al civico 51, il più penalizzato. Il passaggio pedonale sarà in biancone, mentre per il passaggio delle vetture è prevista una pavimentazione drenante. Saranno allargate le imboccature alle estremità di via Alghero e via Gialeto.
Resta l’altro fronte della protesta: i parcheggi esterni. I residenti avrebbero preferito gli stalli a spina di pesce lungo la via, ma l’assetto approvato ha seguito le indicazioni di sicurezza previste per una strada con queste caratteristiche di traffico. Un principio difficilmente contestabile, se non fosse per il paradosso denunciato da chi abita in via Aristana: continuare a pagare un passo carrabile senza poter più imboccare direttamente il proprio accesso dalla strada. Da qui la sensazione, descritta dai residenti, di essersi sentiti «in ostaggio della riqualificazione». Davanti alla dirimpettaia sede del Gremio dei Contadini, ogni domenica di Sartiglia si celebra la vestizione de su componidori. Lì, il nuovo marciapiede sarà ampio e consigliato ai pedoni, ma prima di pensare alla festa, i condomini aspettano di capire come funzionerà la vita di tutti i giorni. La modifica strappa per ora una tregua. Il verdetto arriverà a cantiere finito, quando toccherà alle auto dimostrare se il compromesso studiato negli uffici comunali funziona anche fuori dalle tavole. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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