E’ di 11 assessori la squadra di Cappellacci
Ketty Corona, imprenditrice, Affari generali, Personale e Riforma; Giorgio La Spisa, consigliere regionale, Programmazione, Bilancio e, ad interim, Industria; Gabriele Asunis, attuale direttore generale dell’assessorato degli Enti locali, Finanze e Urbanistica; Emilio Simeone, manager pubblico, Ambiente; Andrea Prato, dirigente privato agro-industria, Agricoltura; Sebastiano Sannitu, sindaco di Berchidda, Turismo, Artigianato e Commercio; Angelo Carta, professionista e amministratore pubblico, Lavori pubblici; Maria Valeria Serra, dirigente pubblico, Lavoro; Lucia Baire, ingegnere, Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport; Antonello Liori, medico, consigliere regionale, Sanità; Liliana Lorettu, docente universitario, Trasporti
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Ecco la squadra di Ugo Cappellacci: undici assessori, di cui quattro donne. Ben sette le sorprese dell’ultim’ora, con la conferma della supremaria politica di Cagliari, che ha, oltre che il governatore, altri sei posti in giunta. Sassari si ferma a due, un posto a testa per Gallura, Sulcis-Iglesiente e Nuoro. Totalmente escluse Oristano, Ogliastra e Medio Campidano. Solo oggi si saprà se gli assessori entreranno subito in carica o dovranno attendere il giuramento davanti al Consiglio regionale (23 febbraio). Forti tensioni nel Centrodestra, smentite dal presidente.
L’ultima giornata di consultazioni di Cappellacci è iniziata alle 8.30 quando nel palazzo di viale Trento è entrata la delegazione di An guidata da Mariano Delogu. L’ultimo incontro, alle 11, con l’Udc di Giorgio Oppi. Poi il presidente si è preso qualche ora per riflettere dato che c’erano contrasti sull’assegnazione delle deleghe. Tensioni, in particolare, tra Udc e Riformatori perché entrambi avevano scelto il Turismo.
Cappellacci è però riuscito a mettere tutti d’accordo (anche se sembra che siano rimasti forti malumori) aumentando di uno il numero di assessori previsti alla vigilia, rinunciando ad assumere l’interim al Lavoro (assessorato andato all’area del Pdl che fa capo ad An) e rinunciando all’accorpamento dell’Industria e dell’Agricoltura. Giorgio La Spisa, che era designato a prendere i due incarichi, si è visto attribuire a tarda sera l’Industria e il Bilancio, mentre l’Agricoltura è andata al tecnico Andrea Prato.
Gli altri tecnici spuntati solo ieri sono Ketty Corona e Maria Valeria Serra (per il Pdl) e Emilio Simeone e Liliana Lorettu (Udc). Quest’ultima, indicata ai Trasporti, è una psichiatra. Cappellacci ha difeso la scelta: «E’ una donna di grande valore, molto in gamba, di grande cultura, sarà una sorpresa». Gli altri nomi spuntati ieri sono quelli di due amministratori locali, Sebastiano Sannitu (per i Riformatori) e Angelo Carta (per il Psd’Az). Le conferme rispetto alle previsioni riguardano, oltre che La Spisa, anche Gabriele Asunis, Lucia Baire e Antonello Liori.
Alle 22.30, dopo aver fatto diffondere il comunicato ufficiale, Ugo Cappellacci si è detto soddisfatto: «La scadenza indicata dalla legge precedente alla statutaria non c’era più, e quindi potevo aspettare sino al 23 febbraio, ma ho preferito fare come se ci fosse ancora, perché avevo indicato questa domenica e così è stato. Nessuno può dire che ci sono stati scontri e tensioni se siamo riusciti a chiudere con quindici giorni di anticipo». Non può però negare che scontri e tensioni ci siano stati. «Ma solo cose normali per questo tipo di scelte, niente di più».
La giunta sarà giudicata dai fatti. A prima vista non sembra lo squadrone promesso (forse alcuni big attendono che non ci sia più l’incompatibilità consigliere-assessore) ma ci sono figure di esperienza e di potere, soprattutto nella vasta componente cagliaritana: La Spisa e Baire nel mondo cattolico, Asunis in quello dell’urbanistica, la Corona, come anche il governatore, in quello dell’impresa e delle relazioni politiche.
L’ultima giornata di consultazioni di Cappellacci è iniziata alle 8.30 quando nel palazzo di viale Trento è entrata la delegazione di An guidata da Mariano Delogu. L’ultimo incontro, alle 11, con l’Udc di Giorgio Oppi. Poi il presidente si è preso qualche ora per riflettere dato che c’erano contrasti sull’assegnazione delle deleghe. Tensioni, in particolare, tra Udc e Riformatori perché entrambi avevano scelto il Turismo.
Cappellacci è però riuscito a mettere tutti d’accordo (anche se sembra che siano rimasti forti malumori) aumentando di uno il numero di assessori previsti alla vigilia, rinunciando ad assumere l’interim al Lavoro (assessorato andato all’area del Pdl che fa capo ad An) e rinunciando all’accorpamento dell’Industria e dell’Agricoltura. Giorgio La Spisa, che era designato a prendere i due incarichi, si è visto attribuire a tarda sera l’Industria e il Bilancio, mentre l’Agricoltura è andata al tecnico Andrea Prato.
Gli altri tecnici spuntati solo ieri sono Ketty Corona e Maria Valeria Serra (per il Pdl) e Emilio Simeone e Liliana Lorettu (Udc). Quest’ultima, indicata ai Trasporti, è una psichiatra. Cappellacci ha difeso la scelta: «E’ una donna di grande valore, molto in gamba, di grande cultura, sarà una sorpresa». Gli altri nomi spuntati ieri sono quelli di due amministratori locali, Sebastiano Sannitu (per i Riformatori) e Angelo Carta (per il Psd’Az). Le conferme rispetto alle previsioni riguardano, oltre che La Spisa, anche Gabriele Asunis, Lucia Baire e Antonello Liori.
Alle 22.30, dopo aver fatto diffondere il comunicato ufficiale, Ugo Cappellacci si è detto soddisfatto: «La scadenza indicata dalla legge precedente alla statutaria non c’era più, e quindi potevo aspettare sino al 23 febbraio, ma ho preferito fare come se ci fosse ancora, perché avevo indicato questa domenica e così è stato. Nessuno può dire che ci sono stati scontri e tensioni se siamo riusciti a chiudere con quindici giorni di anticipo». Non può però negare che scontri e tensioni ci siano stati. «Ma solo cose normali per questo tipo di scelte, niente di più».
La giunta sarà giudicata dai fatti. A prima vista non sembra lo squadrone promesso (forse alcuni big attendono che non ci sia più l’incompatibilità consigliere-assessore) ma ci sono figure di esperienza e di potere, soprattutto nella vasta componente cagliaritana: La Spisa e Baire nel mondo cattolico, Asunis in quello dell’urbanistica, la Corona, come anche il governatore, in quello dell’impresa e delle relazioni politiche.
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