La Nuova Sardegna

Battaglia su Tiscali, la scalinata della discordia non si farà

di Luca Fiori
Battaglia su Tiscali, la scalinata della discordia non si farà

Dopo il sopralluogo della Soprintendenza e dell’Ufficio tutela del paesaggio il comune di Dorgali dovrà rivedere il progetto

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OLIENA. La scalinata della discordia non si farà. La struttura in legno dentro la dolina di Tiscali che toglie il sonno agli abitanti di Oliena rimarrà, almeno per ora, un progetto sulla carta. L’idea di “valorizzazione” del sito archeologico proposto dal Comune di Dorgali (che con Oliena gestisce l’area nuragica famosa in tutto il mondo) non avrebbe ottenuto infatti il parere favorevole dei due enti preposti a dare l’ok alla realizzazione della scala.

Ieri mattina il camminamento in legno che - nell’idea dell’architetto progettista Francesco Brocca - dovrebbe attraversare in lungo e in largo l'interno della dolina, consentendo il passaggio dei visitatori, avrebbe incontrato il parere discorde della Soprintendenza e dell’Ufficio tutela del paesaggio.

Sotto l’ampio finestrone, dal quale si domina la sottostante valle di Lanaittu, tutto rimarrà come ha deciso la natura e i 743mila euro stanziati dalla Regione per il “Recupero paesaggistico ambientale del sito archeologico” dovranno essere utilizzati in un altro modo. A rimarcare il «no» deciso dell’amministrazione di Oliena ieri mattina, durante la conferenza di servizi convocata proprio dentro il sito nuragico che sta facendo litigare i due comuni del Nuorese, ci hanno pensato l’assessore dell’ambiente Valentino Carta e l’architetto Gianluca Pala, tecnico del Comune. «Ci opporremo a qualsiasi sfregio, a deturpazioni frutto di decisioni e scelte scellerate e incomprensibili - ha ribadito Carta ai rappresentanti degli enti di controllo - un patrimonio identitario inestimabile come Tiscali va difeso, curato e protetto, non fatto oggetto di speculazioni e abusi che inevitabilmente ne determinerebbero la distruzione. Siamo convinti che il sito - è l’idea di Carta - debba rimanere come ce lo hanno lasciato i nostri antenati». La realizzazione della scalinata per consentire un comodo passaggio dei visitatori sulle rovine del villaggio nuragico sarebbe - secondo chi la contesta - un vero e proprio paradosso.

Che senso avrebbe, dopo la scarpinata di oltre un’ora (tra sassi e macchia mediterranea) necessaria per arrivare nell’area archeologica, trovare una struttura moderna e fuori contesto ideata per facilitare la visione del sito? Secondo i dorgalesi l’opera sarebbe utile per impedire che i visitatori (che arrivano dal tutto il mondo) non mettano ulteriormente in pericolo, camminandoci sopra, ciò che resta dell'antico villaggio nuragico, saccheggiato per decenni dai tombaroli prima che venisse istituito un servizio di sorveglianza affidato dal 1996 alla cooperativa Ghivine di Dorgali. Per gli olianesi sarebbe invece uno sfregio a uno dei monumenti archeologici e naturali più belli dell’isola.

Dopo la scoperta nel 1910 da parte di Ettore Pais e decenni di incuria e di saccheggi che hanno notevolmente danneggiato il sito, nel 1995 era stato avviato un progetto di recupero e salvaguardia affidato alla cooperativa Ghivine di Dorgali, in accordo con il Comune di Dorgali e la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro. Dopo i giudizi negativi incassati ieri mattina il comune di Dorgali dovrà, molto probabilmente, rivedere il progetto della scalinata. O forse abbandonarlo del tutto e lasciare che sia la natura, come ha fatto per milioni di anni dentro la dolina di Tiscali, a stabilire cosa sia giusto e cosa sbagliato in quella gola che toglie il respiro e che emoziona i visitatori che arrivano da ogni angolo del pianeta. Ma che fa anche litigare i due paesi che dovrebbero semplicemente andarne fieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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