Hayat è fuggita in Siria alla vigilia delle stragi

È giallo sulla compagna di Coulibaly, partita per Istanbul già il 2 gennaio Si indaga sui collegamenti fra i tre jihadisti finanziati da Al Qaeda e dall’Is

ROMA. Hayat Boumeddiene nel bosco che si allena con la balestra avvolta nel niqab. Hayat in bikini che abbraccia il compagno terrorista Amedy Coulibaly. Hayat dal volto stanco e con le occhiaie in una foto segnaletica. Questa ragazza, giovane, 26 anni, e scapigliata - nelle ultime 36 ore le sue immagini sono rimbalzate da un sito d’informazione all’altro passando per tutti i tg -, è la ricercata numero uno della Francia. «Armata e pericolosa», così la definisce l’intelligence parigina. Ma la compagna - o forse moglie sposata con rito islamico - di Coulibaly, che venerdì si pensava fosse insieme a lui nel supermercato kosher di Parigi durante il sequestro di 19 ostaggi e l’uccisione di 4 di loro, sarebbe invece fuggita in Siria.

Secondo quanto riferiscono i media francesi la donna ha infatti raggiunto Istanbul il 2 gennaio (da Madrid). Radio Europe 1, citando informazioni confidenziali, spiega che Boumeddiene era in compagnia di un francese già noto ai servizi di sicurezza. Aveva un biglietto per il volo di ritorno il 9 gennaio, ma non si sarebbe presentata all’aeroporto. Alle autorità turche risulta che la donna, sfruttando le rotte usate da migliaia di altri jihadisti, abbia passato la frontiera con la Siria l’8 gennaio. E, per ora, è lì che le sue tracce si perdono.

Ma il giorno dopo il doppio blitz in cui sono morti i fratelli Said e Cherif Kouachi, autori della strage di Charlie Hebdo (12 morti), asserragliati per 8 ore in una tipografia a 40 chilometri da Parigi, e Amedy Coulibaly, responsabile anche dell’omicidio della poliziotta avvenuto giovedì, la Francia si risveglia in preda alla psicosi terrorismo. Ieri mattina la polizia ha fatto evacuare un hotel nei pressi di Disneyland Paris, il Sequoia Lodge. Perché una donna aveva urlato affacciandosi da una finestra dell’albergo, di essere Hayat Boumeddiene, la ricercata, e che stava per farsi saltare in aria. Qualche ora dopo, colpi d’arma da fuco sono stati segnalati davanti a due sinagoghe del XIX arrondissement. Entrambi si sono rivelati dei falsi allarmi.

Intanto, oltre alla caccia alla donna, proseguono le indagini per stabilire i legami dei tre terroristi con le cellule islamiche, con le organizzazioni che li hanno addestrati e finanziati. Cherif, il minore dei fratelli Kouachi, ha rivelato, in un’intervista alla Bfm-Tv rilasciata durante l’assedio nella tipografia, di far parte di al Qaeda nello Yemen e di essere stato finanziato dall’emiro Anwar al Awlaki, ucciso però nel 2011 nell’attacco di un drone americano. Mentre Amedy Coulibaly, alla stessa tv, mentre teneva in ostaggio 19 persone all’interno del market kosher della Porte de Vincennes, ha detto di essere un componente dello Stato islamico, l’Is, e di aver preso istruzioni da loro. Però ha detto anche di essere in contatto con i Kouachi e di essere «sincronizzato con loro per le operazioni».

Dunque, le due organizzazioni, che non vanno esattamente d’accordo sebbene appartengano entrambe al mondo sunnita, avrebbero finanziato i Kouachi e Coulibaly.Tutti e tre, secondo i servizi francesi, sarebbero stati discepoli dell’imam estremista Farid Benyettou. L’ipotesi che circola su molti media in queste ore è che i due fratelli, reduci l’estate scorsa dalla Siria, potrebbero aver combattuto lì con armi fornite dal governo francese. France 24 l’anno scorso ha raccontato in un articolo che la Francia aveva consegnato le armi ai ribelli che combattono il regime siriano di Bashar al Assad.

Nelle ore successive all’attacco al giornale satirico, al Qaeda ne ha rivendicato la paternità definendo la strage una “vendetta” in difesa del profeta Maometto. La Francia «smetta di attaccare l’islam, i suoi simboli e i musulmani o ci saranno nuove operazioni» ha minacciato in un video Harith bin Ghazi, tre i responsabili di Aqap (il ramo yemenita-saudita di al Qaeda). «Non sarete in sicurezza fino a che combatterete Allah, il suo messaggero e i credenti» ha aggiunto. E nel Paese sale al massimo l’allerta.

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