Addio a Costa Turchese: i giudici dicono no al progetto

Il Tar ha respinto il ricorso di Edilizia Alta Italia, gruppo Fininvest, contro il piano paesaggistico. Bloccato il progetto della famiglia Berlusconi da 250mila metri cubi alle porte di Olbia

OLBIA. Titoli di coda sul mega progetto di Costa Turchese della famiglia Berlusconi. Il Tar Sardegna in questi giorni ha respinto il ricorso dei legali di Edilizia alta Italia, proprietaria dei terreni a Murta Maria, 700 ettari giusto alle porte di Olbia, su cui intendeva realizzare un complesso di circa 250mila metri cubi di villette e alberghi. Un progetto bloccato nel 2006 dal Ppr di Soru. Solo un diverso parere del Consiglio di Stato, a cui presumibilmente la società ricorrerà, potrebbe cambiare un destino che però sembra già segnato. I giudici amministrativi hanno impiegato otto anni per decidere sul ricorso che puntava dritto a minare dalle fondamenta il Piano paesaggistico regionale. Sì perché è proprio il Ppr, come scrivono i giudici della seconda sezione del Tar nella sentenza (presidente Alessandro Maggio, consigliere Tito Aru, estensore Antonio Plaisant) il blocco che impedisce come una pietra tombale ogni azione in Costa Turchese: «Poi è intervenuta nel 2006 – si legge – l’approvazione del Ppr ... in sostanza l’area è diventata inedificabile».

Il ricorso e la sentenza. L’entrata in vigore del Ppr ha spinto nel 2006 l’Edilizia Alta Italia, società controllata da Fininvest Gestione Servizi, erede di Edilnord, a presentare ricorso per annullare la legge. Uno dei tanti che all’epoca sono piovuti sul Tar contro il Piano paesaggistico soriano. Ricorso diventato inevitabile per evitare di chiudere definitivamente la possibilità di edificazione. Il ricorso presentato da Pietro Corda, Silvana Congiu e Rinaldo Bonatti, in dodici punti ha attaccato il Piano paesaggistico regionale con una tesi di fondo ben delineata: «Da un esame complessivo delle censure presentate – si legge ancora nella sentenza – la tesi di fondo del ricorrente è che il Ppr sia affetto da numerosi vizi relativi alla procedura seguita per la sua adozione e approvazione».

I legali di Edilizia Alta Italia principalmente hanno puntato sul fatto che a decidere sui vincoli imposti agli enti locali sardi è stata la giunta e non il consiglio regionale, censurando poi il trasferimento del potere della decisione di edificabilità passata dai comuni alla Regione e l’eccesso di discrezionalità tenuto dall’esecutivo. In totale dodici motivi contro il Ppr, che però i giudici della seconda sezione del Tar hanno smontato a uno a uno, dichiarando «il ricorso infondato e per questo respinto».

La storia. L’anno di partenza è il 1981. Silvio Berlusconi, proprietario dell’Edilnord presenta una piano di investimento turistico a sud di Olbia, fra Capo Ceraso e li Cuncheddi. Lo chiama Olbia2, poi Costa Turchese. Una mega colata di cemento: due milioni e 185mila metri cubi e 120 miliardi di lire di investimenti. Berlusconi è amico di Craxi, e anche a Olbia la giunta è a guida socialista. Addirittura Berlusconi sponsorizza, con la scritta “Canale 5” l’Olbia calcio. Sembra un buon inizio, ma man mano che si va avanti, intanto, le cubature previste inizialmente si asciugano. Nel 1983 la giunta comunale adotta un Pdf e il tetto è portato a un milione e 200mila metri cubi. Nel 1987 la giunta Dc guidata da Gian Piero Scanu taglia ancora: 750mila metri cubi. Nel 1991 si scende, con un accordo di programma a 657mila metri cubi. Tanto cemento, comunque: 385 ville, 1445 appartamenti, porto turistico, campo da golf. Nel 2003 la cancellazione del Piano paesistico da parte del Tar. Si arriva a una variante generale del pdf (sindaco Settimo Nizzi) nel maggio 2004, che porta la cubatura a 250mila metri.

Il Piano paesaggistico di Soru. In questo contesto arriva alla presidenza della Regione Renato Soru. E per Costa Turchese è l’inizio della fine. Nell’agosto del 2004 arriva una delibera che blocca per tre mesi gli interventi nelle zone F turistiche comprese nei 2000 metri dal mare. Nel novembre 2004 la legge salvacoste, che ha prolungato il divieto di edificazione sino all’entrata in vigore del Ppr. Sarebbero esclusi dal divieto i comuni con il Puc vigente, ma quello di Olbia viene approvato dopo e comunque dichiarato carta straccia da Soru. Il Ppr entra in vigore nel settembre del 2006. A quel punto non si può più mettere manco un mattone nell’area di Costa Turchese. I legali della famiglia Berlusconi ricorrono. E i giudici del Tar, con sentenza depositata il 14 gennaio hanno respinto.

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