Siccità, l’incubo è tornato: colpite campagne e città

Acqua razionata a Sassari, i laghi della Nurra ai minimi storici, raccolti a rischio Olbia dichiara lo stato di calamità, in Baronia ricompaiono le autobotti e i bidoni

CAGLIARI. L’emergenza di questo inverno 2015 è, inaspettatamente, la stessa che ha segnato per decenni le estati sarde: la siccità.

Acqua razionata a Sassari, i bacini del Cuga, del Temo e del Coghinas ai minimi storici, come non accadeva, ormai, da anni. Dei 27mila ettari attrezzati, nel Consorzio di bonifica della Nurra, 21mila sarebbero, in teoria, irrigabili, in realtà riceve acqua solo una superficie di 5mila ettari. La siccità fuori stagione sta piegando gli agricoltori del Nord Sardegna e creando disagi ai cittadini, costretti, come quindici anni fa, a fare scorta d’acqua per far fronte alle restrizioni. Il bacino del Cuga che ha una capienza di 26 milioni di metri cubi, ne contiene solo 9, il Temo, che può ospitarne 78 milioni, è fermo a 35 (di cui 10 destinati ai residenti di Alghero), il Coghinas, capienza 223 milioni, ne conta circa 105, il Liscia, su 105 milioni segna 58 milioni di metri cubi.

Le dighe, in Sardegna, a pieno regime, potrebbero disporre di un miliardo e 420 milioni di metri cubi di acqua, ce ne sono solo 833 milioni. Un’emergenza che colpisce, in particolare, il Nord, ma che non risparmia il resto dell’isola. Gli invasi , nel loro complesso, sono sotto il 60% della capacità. A Olbia, la giunta guidata da Gianni Giovannelli ha dichiarato lo stato di calamità naturale in tutto il territorio comunale a causa della siccità. La giunta chiede alla Regione di effettuare straordinari ed urgenti sopralluoghi per la verifica e l'accertamento della situazione, ritenuta di estrema gravità.

Quattro consiglieri regionali, Arbau, Ledda, Azara, e Perra, hanno presentato un’interpellanza sulla necessità di approvvigionare le aziende agricole e soddisfare le necessità nelle abitazioni. «L'intera Baronia – hanno denunciato i consiglieri – è in ginocchio a causa delle scarse precipitazioni avvenute negli ultimi tempi e nell'invaso ci sono meno di due milioni di metri cubi d'acqua, appena sufficienti per alcuni mesi. Gli imprenditori agricoli, i piccoli coltivatori e gli allevatori sono costretti a ricorrere alle autobotti e bidoni, utilizzando spesso mezzi di fortuna per approvvigionare case e bestiame».

Il sistema Flumendosa-Campidano, soffre meno rispetto ad altre zone, ma, se da una parte registra il 100% di grado di riempimento nel Simbirizzi e un soddisfacente 79% nel Cixerri, scende al 63% nel Flumendosa e al 46% a Is Barrocus. Record negativo a Maccheronis, distrutta dall’alluvione, al 6% delle sue capacità con un volume d’acqua disponibile di un milione e mezzo di metri cubi. Bau Pressiu, nel Sulcis Iglesiente, è al 34 per cento delle sue potenzialità.

In tutta la Sardegna la siccità, se non interverranno abbondanti piogge, rischia di mettere a repentaglio le coltivazioni e il normale rifornimento dell’acqua per usi domestici, nei centri abitati.

La situazione ha destato, nelle settimane scorse, allarme nelle associazioni degli agricoltori e preoccupazione negli amministratori locali che, a più riprese, si sono rivolti alla Regione per affrontare il problema. Una prima risposta all’apprensione che la siccità ha destato nel mondo agricolo, è stata data dall’amministrazione regionale con un incontro fissato per domani, nel quale si farà il punto sulla situazione e sui mezzi da mettere in campo per far fronte all’emergenza. Nell’incontro, la Regione, ufficializzerà i dati raccolti dall'Enas (l'Ente acque della Sardegna), fornendo ad agricoltori e amministratori locali, il quadro completo della disponibilità d’acqua su cui è possibile , al momento, contare.

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