La pattuglia sarda si divide su Mattarella

Entusiasmo tra i deputati del Pd. Molto critico Nizzi di Forza Italia. I grillini: «No a chi da ministro ha negato l’esistenza della sindrome dei Balcani»

ROMA. Fedeli alla linea del partito assistono a un pezzo della storia d’Italia. I parlamentari sardi raccontano il loro Romanzo Quirinale. Il finale sembra quasi scontato, anche se lo strappo allontana la certezza che sabato sia eletto il presidente, ma questi giorni sono fatti di riunioni e trattative febbrili. «Mi piace Mattarella – dice entusiasta il senatore Pd Silvio Lai –. Ha la schiena dritta. Lo ha dimostrato con le dimissioni dal governo dopo la legge Mammì. Ha introdotto sistema il maggioritario. È stato ministro della Difesa durante la guerra in Kosovo. E il suo nome mi piace anche perché è stato uno dei primi nomi che Bersani ha fatto due anni fa. Oggi Renzi lo fa suo».

Pungente il giudizio del deputato di Forza Italia Settimo Nizzi. «Sono felicissimo della scelta di Renzi – afferma –. Per fortuna ancora una volta ha fatto vedere che è un traditore. Prende impegni su una cosa e ne fa un'altra. Ha tradito i suoi amici e ora tradisce Berlusconi. Per noi è una liberazione. Ritorniamo a fare opposizione. Ora vorrò vedere ora Renzi portare avanti le leggi porcata quella costituzionale e quella elettorale. Noi continueremo a votare scheda bianca e poi dalla quarta vedremo cosa fare».

Caustico il senatore M5S Roberto Cotti. « No voterò Sergio Mattarella – afferma –. È l'ex ministro della Difesa del governo Amato che negava qualsiasi nesso tra gli armamenti all'uranio impoverito e l'insorgere di linfomi o leucemie tra i militari. I parlamentari devono sardi respingere candidatura di Mattarella in segno di rispetto dei militari deceduti per la Sindrome dei Balcani»

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