Puc-Ppr: i tempi si accorciano I Comuni fanno gioco di squadra

SASSARI. Da 8 a 13: 5 piani urbanistici comunali benedetti dalla Regione negli ultimi 12 mesi. Molti di più quelli impegnati nel lungo viaggio verso Cagliari, un percorso accidentato, zeppo di...

SASSARI. Da 8 a 13: 5 piani urbanistici comunali benedetti dalla Regione negli ultimi 12 mesi. Molti di più quelli impegnati nel lungo viaggio verso Cagliari, un percorso accidentato, zeppo di fermate, pause e frequenti retromarce. E ancora più folta è la pattuglia di Comuni per i quali il fascicolo Puc è un libro bianco da riempire di contenuti: lavoro complicato, oneroso, fitto di insidie. Per questo la tendenza diffusa è posticiparne l'inizio e andare avanti con le varianti urbanistiche.

Stop agli equivoci. Il Puc resta un osso duro per diversi aspetti. Ma la procedura ora ha tempi più snelli grazie all'eliminazione di un grande equivoco. Il riferimento è uno solo, la stella polare - come la chiama l'assessore Erriu - per l'urbanistica in Sardegna resta il Piano paesaggistico regionale del 2006. Durante la scorsa legislatura, la volontà da parte del centrodestra di modificare il Ppr aveva provocato incertezze da parte dei Comuni, chiamati a uniformare i propri piani allo strumento urbanistico regionale, sovraordinato rispetto a quello comunale. Tanti hanno aspettato la cancellazione del Ppr da parte della giunta Cappellacci: ma il Pps, il Piano paesaggistico dei sardi partorito a fine legislatura, non ha avuto fortuna. Subito giudicato illegittimo e affondato dalla nuova giunta di centrosinistra guidata da Francesco Pigliaru, che ha giurato fedeltà al Ppr di Soru. Lo strumento urbanistico potrà essere smussato (e la legge sull'edilizia è il primo segnale in questo senso) ma i princìpi cardine restano intoccabili. Sulla base di questa certezza, molti Comuni hanno proseguito il lavoro di redazione dei propri piani. E alcuni negli ultimi mesi hanno raggiunto il traguardo agognato.

Obiettivo centrato. È il caso di Sassari, che attendeva l'ok della Regione dal 2009, anno della prima approvazione del Puc in consiglio comunale. O Nuoro, che appena pochi giorni fa ha salutato senza rimpianti un piano regolatore vecchio di 30 anni. Altri 11 i piani licenziati complessivamente dai due Ctru, il Comitato tecnico regionale per l'Urbanistica, che si sono avvicendati nelle due legislature. Quello attuale, nominato dalla giunta Pigliaru, si è insediato il 9 gennaio 2015. E in un mese e mezzo ha dato il via libera a 4 piani urbanistici e accolto con rinvio un altro: si tratta dello strumento urbanistico di Oristano che, pur essendo in vigore, necessita di alcuni chiarimenti sulle zone costiere. Altri 2 piani sono arrivati nelle ultime settimane all'esame del Ctru per essere sottoposti alla verifica di coerenza con il Ppr.

La collaborazione. Contemporaneamente, viste le difficoltà e i tempi lunghi del percorso, cinque comuni hanno firmato altrettanti protocolli d'intesa con la Regione, in modo da procedere insieme alla stesura del piano o alla correzione limatura di alcune sue parti. Si tratta di Olbia, Alghero, Iglesias, Budoni e appunto Oristano. L'obiettivo è evitare di fare un lavoro inutile presentando alla Regione un prodotto finito che potrebbe essere bocciato in toto. Per lo stesso motivo, altri 20 comuni hanno avviato insieme alla Regione e al Ministero la fase della copianificazione, cioè l'elenco e la classificazione dei beni identitari e meritevoli di tutela dei singoli territori: su questo punto, il Puc di Sassari si era arenato per mesi. Nel frattempo, altri 23 comuni, tutti inseriti in ambito costiero, hanno adottato il proprio piano urbanistico. Si tratta del primo tassello, al quale seguirà la fase delle osservazioni e la seconda approvazione da parte del consiglio comunale, prima di arrivare all'ok definitivo da parte della Regione. Il viaggio è appena cominciato. (si. sa.)

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