Fallimento-bis per Ketty Corona

Irreperibile per il Comune di Cagliari, la manager regionale è riapparsa in tv

CAGLIARI. Dopo la holding di famiglia, si profila il fallimento anche per un’altra delle società amministrate da Ketty Corona, l’ex assessore regionale agli affari generali e attuale presidente di Sardegna Ricerche: l’avvocato Gianni Benevole ha depositato l’istanza alla cancelleria del tribunale fallimentare per la Discolibro, settore editoriale, collaborazioni col gruppo di Sergio Zuncheddu - che dal 2006 non dà segni di attività e non presenta bilanci. L’unica dipendente ha ottenuto il pignoramento e la vendita dell’appartamento di via Alghero 40, dove la società aveva la sua sede legale. È quello in cui il gran maestro del Grande Oriente d’Italia Armandino Corona, padre di Ketty, ha ricevuto generazioni di politici, imprenditori e semplici cittadini che si rivolgevano a lui per le ragioni più disparate, spesso per chiedere favori e intercessioni positive. Depositata l’istanza, l’avvocato Benevole dovrà ora superare l’ostacolo più complicato: la notifica all’amministratrice della Discolibro. Compito improbo perché com’è ormai noto Ketty Corona continua a occupare la poltrona dell’ante regionale e a percepire lo stipendio mensile di 7288 euro lordi ma per il registro comunale della popolazione di Cagliari non esiste più, non ha una residenza anagrafica valida, è formalmente irreperibile e di conseguenza ha perduto una serie di diritti civili fondamentali tra cui quelli al voto e all’assistenza sanitaria pubblica. L’ex assessore della giunta Cappellacci, il cui contratto triennale è stato rinnovato proprio negli ultimi giorni della scorsa legislatura, ha preferito sparire anche davanti alle ripetute richieste di contatto da parte della Nuova Sardegna. Ma ha accolto l’invito dell’emittente televisiva Sardegna Uno. Come dire: irreperibile per chiunque tranne che per la televisione. Lo scorso 25 febbraio Ketty Corona è stata ospite del tg per parlare del tema che più le sta a cuore: l’innovazione dell’impresa, sostanzialmente l’oggetto dell’attività di Sardegna Ricerche.

Neppure una parola - e nessuna domanda - sui problemi che la riguardano e di cui soffrono gli ex dipendenti: niente stipendio da anni, niente contributi e trattamento di fine rapporto, neppure una lettera di licenziamento. Ignorato nel corso dell’intervista televisiva anche il fallimento per certi versi clamoroso della holding La Collina, di cui è socio al cinquanta per cento il fratello Giorgio Corona. La dirigente di Sardegna Ricerche ha preferito parlare delle imprese degli altri, che si è detta in grado di sostenere con l’attività e i fondi di Sardegna Ricerche, quasi trenta milioni di euro all’anno: «Aiutiamo le imprese a fare innovazione - ha detto al microfono di Sardegna Uno - e forniamo consulenze e servizi. Formiamo inoltre figure professionali d'eccellenza che aiutino gli imprenditori a essere competitivi sul mercato». Un servizio cui non sembra che Ketty Corona abbia voluto utilizzare per rendere competitive anche le sue aziende, tutte sull’orlo del fallimento. (m.l)

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