Rispunta il cemento sul mare e nei centri storici: ecco la legge

Il testo che sostituisce il vecchio piano casa approderà mercoledì in consiglio regionale. Possibili ampliamenti in aree sinora intoccabili. E le lottizzazioni “in sonno” potrebbero ripartire

CAGLIARI. Il nuovo piano casa arriverà nell’aula del Consiglio regionale mercoledì prossimo. La quarta commissione lo ha approvato con il voto contrario dei gruppi di minoranza ma, in realtà, il disegno di legge suscita molte perplessità anche nel Centrosinistra. Si prepara la battaglia degli emendamenti. La commissione presieduta da Antonio Solinas (Pd) ha adottato il testo su tre direttrici: la certezza delle norme, il contenimento del consumo del territorio, la riqualificazione del patrimonio esistente. Vediamo le principali novità di cui sarà chiamata a discutere l’aula mercoledì prossimo. I relatori saranno Solinas per la maggioranza e Giuseppe Fasolino (FI) per la minoranza.

Piccola sanatoria. Viene introdotta nel quarto articolo la cosiddetta «tolleranza edilizia». Si tratta di una sanatoria per gli errori non superiori al 2 per cento rispetto a quanto previsto nel progetto originario. Ovviamente, la percentuale così ridotta ha una valenza diversa rispetto alle differenti volumetrie, con variazioni che possono essere di 200 o di 2.000 metri cubi a seconda del progetto. Una misura adottata perché - nelle intenzioni dei legislatori - grandi e piccoli abusi devono essere trattati allo stesso modo.

Polizia. Chi controlla i controllori? È un vecchio problema che nel disegno di legge approvato in commissione è affrontato in modo nuovo: le funzioni vengono tolte all’autonomia regionale e si passa direttamente «all’autorità giudiziaria competente». È un segno di resa, la conferma dell’impotenza delle strutture comunali e regionali sul controllo del territorio. Basterà una semplice segnalazione, senza alcun accertamento di merito, perché il caso sia affidato alla polizia giudiziaria invece che alla polizia locale, con le conseguenze di procedimenti penali preventivi a carico dei cittadini.

Centri storici. È uno dei punti più controversi. Saranno legittimati nei Centri storici ampliamenti del 20% e questo nello stesso Centrosinistra è motivo di dibattito perché viene violato il Ppr che classifica i Centri storici come beni paesaggistici da tutelare. Un aumento del 20%, cambia la situazione. Un argomento che è stato la causa dell’annullamento dei Ptp da parte dei giudici dello Stato. In sostanza, mentre prima si facevano salvi gli immobili di pregio storico, ora è sufficiente un piano particolareggiato con delle previsioni di ampliamento. In pratica un centro storico che abbia un’entità volumetrica di 200 mila metri cubi vedrebbe un aumento di 40 mila metri cubi in più.

Turismo. L’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu ha spiegato più volte che lo stesso Ppr di Soru prevedeva la possibilità di incrementi volumetrici per gli alberghi. Anche questo disegno di legge prevede l’ampliamento delle attività turistiche nelle zone B, C, F e G ricomprese nei 300 metri dalla linea di battigia. Cade la prescrizione dell’inedificabilità totale della fascia costiera contenuta nella legge del 1989 e che era stato un caposaldo del Centrosinistra.

Zona F. È stato calcolato che il 20% delle costruzioni in zona F è di attività ricettive, così l’aumento del 25% potrebbe generare un aumento di oltre un milione di metri cubi a cui si aggiungerebbero altre attività nelle zone B e C.

Vecchio piano. Confermato l’impianto del vecchio piano casa adottato dalla giunta Cappellacci, con la cancellazione della legge sul Golf. Sottotetti abitabili nei centri storici senza alcun controllo sulla staticità delle strutture.

Puc. I Comuni continueranno a dotarsi del Puc che, però, sarà sempre derogabile. All’articolo 26, infatti, è prevista la deroga permanente ai Puc e ai regolamenti edilizi. Per l’ampliamento bene anche i volumi condonati con un meccanismo premiale.

Vecchie lottizzazioni. Nelle norme transitorie si recupera un comma del piano casa della giunta Cappellacci: una norma che consentirà la conclusione delle lottizzazioni (zone C, D, G e F) adottate prima dell’entrate in vigore del Ppr. Significa che saranno possibili quelle lottizzazioni «in sonno» adottate prima del 2006. Tra i comuni interessati, Arzachena e Villasimius.


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