«Donne e ambiente», Premio Terra a Paola Pillisio

Per la battaglia contro l’inquinamento a Porto Torres

SASSARI. «Paola Pillisio è tra le maggiori animatrici dei comitati sorti attorno al polo petrolchimico di Porto Torres per chiedere la messa in sicurezza e la bonifica del territorio. Negli ultimi anni le diverse organizzazioni sarde attive nella difesa del territorio e del diritto alla salute, tra cui le reti di cittadinanza attiva del Sulcis, di Quirra, di Arborea, si sono riuniti nel coordinamento di comitati sardi, di cui Pillisio è tra i fondatori». Con queste motivazioni l’attivista ecologista sassarese riceverà oggi in Campidoglio il Premio Terra, assegnato dall’associazione A Sud che, in collaborazione con la Casa internazionale delle donne e con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma, organizza, quest’anno per la quarta volta, il “Premio Donne Pace e Ambiente Wangari Maathai”.

Insieme con Paola Pillisio saranno premiate altre tre attiviste: il Premio Fuoco sarà consegnato a Tiziana Medici (Basilicata), tra le fondatrici del coordinamento nazionale No Triv; il Premio Aria andrà a Daniela Patrucco, del comitato contro la centrale a carbone Enel di La Spezia; il Premio Acqua alla veneta Lucia Ruffato, presidente del Comitato Acqua Bene Comune di Belluno, tra le promotrici dell'appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d'acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico. Il Premio speciale per il giornalismo ambientale “Carla Ravaioli” andrà invece alla giornalista del quotidiano Il manifesto Giuseppina Giuffreda, «da decenni – si legge nella motivazione – tra le penne che meglio hanno raccontato in Italia e all’estero le questioni ambientali e le grandi lotte sociali nate attorno ad esse».

Il “Premio Donne Pace e Ambiente” è intitolato all’attivista ecologista keniota Wangari Maathai, morta nel 2011, prima donna africana a ricevere, nel 2004, il Nobel per la pace, fondatrice del Green Belt Movement, per più di trent’anni in prima linea nella difesa dell’ambiente e dei diritti delle donne. «Quando ho saputo del premio – commenta Paola Pillisio – mi sono commossa, perché questo riconoscimento è la dimostrazione che la nostra lotta, a Porto Torres e in tutta la Sardegna, in qualche modo, ha varcato il mare, e allora vuol dire che la stiamo facendo bene. Sarò io a ritirarlo, il premio, però sento di averlo ricevuto anche a nome di tutte le mie compagne, di tutte le donne sarde che, come me e anche più di me, lottano ogni giorno instancabilmente contro tutte le ingiustizie e le brutture di questo mondo, ed è insieme a loro che sento di riceverlo, con la certezza, non solo che stiamo facendo bene, ma che ce la faremo a far ripulire questa nostra terra da tutti i veleni, per i nostri figli e per quelli che verranno».

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