Maxi conguagli Abbanoa, bollette congelate

Accordato dall’Autorità per l’energia il prestito alla società. Stop ai pagamenti, ma è un rinvio: le rateizzazioni dal 2016

SASSARI. Carta straccia. Le bollette, almeno per quest’anno, diventano spazzatura. Abbanoa annuncia lo stop – con rinvio – all’incasso dei conguagli regolatori: la scadenza era fissata tra fine marzo e aprile, invece neppure un euro dovrà essere pagato nel 2015. Se ne riparlerà nel 2016, ma con quali modalità è ancora presto per dirlo.

La tregua arriva grazie alla decisione dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, che ha accolto l’appello della Regione per fare ottenere alla società di gestione l’anticipazione dei 106 milioni di euro. Soldi ancora virtuali ma nessun dubbio sul fatto che arriveranno, attraverso la Cassa conguagli per il settore elettrico. E nessun dubbio neppure sul fatto che le bollette-spazzatura resusciteranno. Per la politica, che ha condotto le trattative con l’Autorità, il rinvio è una vittoria. Per gli utenti, invece, è solo un rinvio.

La delibera.  È datata 19 marzo. Cinque pagine firmate dal presidente Guido Bortoni nelle quali l’Autorità introduce una novità importante, avviando la procedura di perequazione nel sistema idrico, finora riservata al solo settore elettrico. L’Autorità da un lato tiene conto delle difficoltà in cui si trovano le società di gestione (molte a rischio default) ma dall’altro si mostra sensibile anche nei confronti degli utenti, in particolare le fasce più deboli. Il ricorso al prestito consente di diluire i pagamenti, stabilendo tempi di rateizzazione più lunghi e importi più bassi.

Alt ai pagamenti. Abbanoa agisce sulla fiducia. Nella convinzione che i 106 milioni saranno erogati (probabilmente in un’unica soluzione o due tranche), la società di gestione oggi annuncerà la sospensione dei conguagli regolatori. «La bollettazione ripartirà a gennaio 2016 – spiega l’amministratore delegato Alessandro Ramazzotti –, sulla base degli importi che saranno anticipati dalla Cassa decideremo come suddividere le somme dovute. Il nostro obiettivo è andare incontro agli utenti, capiamo le difficoltà. Per questo contiamo di stabilire forme rateali più lunghe». L’ad ribadisce però che per Abbanoa è essenziale ricevere i 106 milioni entro l’anno, «per questo ci auguriamo che la procedura avviata dall’Autorità vada a buon fine in tempi brevi».

Vittoria politica. L’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda definisce “un capolavoro” la delibera dell’Autorità. Proprio perché introduce il principio di solidarietà e di attenzione verso le fasce deboli. Maninchedda sottolinea il grande lavoro di squadra «iniziato un anno fa che ha consentito di ottenere un risultato veramente importante». L’assessore cita tra i tanti i sottosegretari Del Rio e Lotti, i parlamentari sardi Capelli, Sanna e Uras, il consigliere regionale Pd Gavino Manca. E poi l’Anci e il Cal «che hanno avuto un ruolo di mediazione importante con i Comuni». Anche Francesco Sanna, deputato Pd, parla di forte cooperazione Regione-Stato e a proposito dei tempi rassicura Abbanoa: «La procedura è appena partita ma nella delibera c’è scritto che si terrà innanzitutto conto delle società in forte difficoltà finanziaria. Per questo ritengo che Abbanoa diventerà oggetto di uno dei provvedimenti assunti con urgenza». Nel frattempo, la Sardegna fa da apripista: altre società di gestione del servizio idrico (almeno due) hanno chiesto all’Autorità nazionale di poter accedere al meccanismo dei prestiti.

Reazioni. Tra la gente tira invece una brutta aria. La notizia del rinvio non suscita gioia. Il sentimento che emerge è fastidio. Perché Abbanoa otterrà soldi “che non le spettano”. I commenti nel web sono impietosi. Poco importa se il pagamento sarà posticipato, se le rate saranno più lunghe, gli importi più piccoli. La questione dei conguagli non va giù. «È un furto, una truffa legalizzata», si legge nel commento più dolce. Anche la battaglia, come le bollette, è solo rimandata.

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