G8 mai fatto, La Maddalena chiede 100 milioni di risarcimento

Una delle strutture realizzate per il vertice del G8 trasferito poi a L'Aquila

Lettera del sindaco Comiti a Renzi. Anche la Regione in campo: a noi l’Arsenale, ma senza pagare errori di altri

 

LA MADDALENA. Il Comune presenta il conto allo Stato per i danni del G8 mai svolto. Il sindaco Angelo Comiti chiede 100 milioni di euro per la riconversione turistica dell’isola rimasta sulla carta e la riqualificazione mai terminata. A distanza di sei anni dal vertice dei grandi della terra, spostato all'Aquila, il primo cittadino prova a scuotere il Governo.

Ma anche la Regione va in pressing sullo Stato. Annuncia di voler ritornare in possesso dell'ex arsenale, in cui ha già investito 450milioni di euro, ma di non voler pagare né il risarcimento che il lodo riconosce alla Mita Resort, concessionaria della struttura di Moneta. Né i danni dovuti all'abbandono dell'edificio sul mare. Comiti ha inviato la lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al capo della Protezione civile Franco Gabrielli e al ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti. Con toni decisi il sindaco intima l'integrale risarcimento dei danni subiti, minaccia di ricorrere alle vie legali, ma si dice disponibile ad aprire un tavolo di confronto. «Sono pronto a far accertare eventuali responsabilità anche sotto il profilo amministrativo e contabile. Il Governo allora ha tenuto condotte commissive e omissive, che hanno contribuito a creare un grave danno di immagine e ambientale alla Maddalena, una perdita di chance qualificabili come indebita compressione del diritto e potere del Comune di programmare e pianificare un ordinato sviluppo del proprio territorio».

Comiti ricorda come gli interventi infrastrutturali programmati e finanziati non siano stati in larga parte completati. «Inoltre non è stato dato impulso efficace all'attivazione delle molteplici attività connesse all'evento. Ricordo poi che nelle fasi di affidamento e realizzazione delle opere pubbliche finanziate dallo Stato e dalla Regione potrebbero essere stati commessi molteplici illeciti di natura penale e contabile, tanto da parte di organi della presidenza del Consiglio e del Dipartimento della protezione civile, quanto da parte dei singoli privati appaltatori, per i quali sono in corso due processi al tribunale di Roma e di Tempio, nei quali il Comune avrà modo di richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti».

Nel frattempo anche la Regione tira una sportellata in faccia al Governo. A febbraio la Protezione civile aveva proposto al presidente Francesco Pigliaru un accordo sul futuro dell'ex arsenale. «Abbiamo più volte dichiarato di volerci fare carico dell'hotel e del centro congressi – fa sapere la Regione –, ma non intendiamo far pagare ai sardi i costi degli errori commessi da altri. Lavori abbandonati, bonifiche non fatte, contenziosi giudiziari. A febbraio abbiamo rifiutato l’accordo proposto dal Governo. Vogliamo rientrare in possesso dell'ex arsenale, ma non pagare il costo della catena di errori e cattiva politica del passato».

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