Strage di pecore a Benetutti, ritorna l’allarme pantera

Una quarantina di ovini aggrediti: i morsi sono quelli di un grosso felino. Alcuni capi sono stati trovati agonizzanti, con parti della testa “strappate”

SASSARI. Alcune le ha trovate ancora agonizzanti, altre sfigurate, con parti della testa e del muso letteralmente “strappate”, come le hanno descritte numerosi testimoni.

Sono una quarantina le pecore che Bachisio Falchi, allevatore di Benetutti, ha trovato morte ieri mattina nella sua azienda a un chilometro dal paese. Ormai anche i più scettici – tra veterinari e forestali – hanno pochi dubbi: quasi certamente l’attacco è opera di un felino. E il sospetto che si possa trattare della pantera avvistata un mese fa tra Bultei e Nughedu San Nicolò si fa sempre più strada. Perché è indubbio che quelle lacerazioni sulle pecore non possano essere attribuibili a un branco di cani randagi o ai cinghiali che in nessuna occasione hanno lasciato sul bestiame segni di questo tipo. Gli esperti lo dicono chiaramente: «Mai visto niente di simile». E infatti stamattina i tecnici dell’istituto zooprofilattico di Sassari saranno nell’ovile di Falchi per prelevare le tracce di Dna e procedere con le verifiche e le comparazioni.

«Sono state attaccate tutte al muso – racconta Falchi – facevano impressione, pietà». E infatti quelle in agonia sono state abbattute ieri sera per evitare loro un’ulteriore sofferenza.

Gli allevatori chiedono che i controlli vengano fatti velocemente. L’attenzione sulla vicenda pantera è rimasta alta nel primo periodo degli avvistamenti segnalati da cacciatori e automobilisti, poi è calato il silenzio in attesa dei famosi riscontri sui campioni prelevati dall’istituto zooprofilattico. Che non sembrerebbero ancora essere arrivati. Nemmeno le fototrappole della forestale pare abbiano dato i risultati sperati e infatti si sta già pensando ad altri sistemi da utilizzare per riuscire a identificare l’animale che sta dimezzando le greggi nel Goceano. Le prime segnalazioni risalgono a marzo quando gruppi di cacciatori si erano imbattuti in un felino nero che avevano descritto come una pantera. Senza titubanze: «Sappiamo distinguere un felino – hanno sempre ripetuto a chi ipotizzava potesse trattarsi di un cane di grossa taglia – Noi siamo certi di aver visto una pantera». E in effetti i capi uccisi – centinaia in quell’occasione – presentavano tutti segni particolari, lacerazioni a strappo, non il tipico morso che lascia invece il cane o il cinghiale.

Dopo il nuovo caso di Benetutti la Forestale farà oggi un sopralluogo nell’ovile. Intanto prosegue l’attività di controllo e di perlustrazione delle campagne della zona, dove – nonostante il silenzio degli ultimi tempi – il bestiame ha continuato a morire. Una cosa è certa: l’attacco alle pecore di Bachisio Falchi è davvero singolare e violento. E proprio per questo inizia a preoccupare anche chi in passato ha manifestato più di qualche dubbio sulla possibilità che una pantera si aggirasse per i boschi del Goceano.

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