Infermiere di Sassari in isolamento con i sintomi di Ebola

Fabrizio Faedda della Index prepara il campione da inviare a Roma per le analisi

Il volontario 37enne di Emergency si è sentito male appena rientrato dalla Sierra Leone. Martedì 12 il primo bollettino medico

SASSARI. La malattia del Diavolo fa capolino in Sardegna. Forse nascosta dentro il sangue di un infermiere di 37 anni sassarese, ricoverato dal pomeriggio di lunedì 11 nel nuovissimo reparto cittadino di malattie infettive, inaugurato da meno di un anno nella “stecca bianca” di viale San Pietro.

Il primo bollettino medico sarà reso noto a mezzogiorno di martedì 12 dal direttore sanitario Antonella Virdis.

A dare il definitivo responso saranno le analisi dello “Spallanzani” di Roma, l’istituto nazionale per le malattie infettive, dove l’ultra specializzata Index ha spedito, con un cargo in partenza da Olbia alle 7 del mattino di martedì 12, i tre campioni prelevati all’uomo a caccia delle tracce di Ebola.

I sintomi accusati dal volontario sarebbero compatibili con il virus che ha messo in ginocchio l’Africa e terrorizzato il mondo, ma non si esclude un falso positivo. L’allarme è scattato poco prima delle 15 di lunedì. A farlo partire lo stesso infermiere, volontario di Emergency e rientrato dalla Sierra Leone mercoledì scorso, dopo una lunghissima corvè iniziata il 15 febbraio.

L’uomo infatti ha iniziato ad accusare un lieve malessere. E, conscio dei rischi, fin da mattina ha deciso di mettersi in autoquarantena, aspettando di vedere se sarebbe arrivati i primi sintomi, quelli che “accendono” il virus, rendendolo immediatamente contagioso: febbre alta, mal di testa, vomito. Poco prima delle 15 la temperatura è schizzata a 39.2, e il 37enne ha avvisato il 118.

La centrale operativa del 118 prende in mano la situazione, dando il via alle procedure di sicurezza previste dai protocolli. Una medicalizzata arriva a casa del giovane, il personale del reparto di malattie infettive ne attende l’arrivo. Tutti utilizzano maschera, occhiali e scafandro.

I campioni prelevati a Sassari da inviare allo Spallanzani di Roma

Viene contattata Emergency, l’associazione per la quale il cooperante ha lavorato come volontario, che certifica che l’infermiere non ha avuto contatti non protetti con casi noti o sospetti di Ebola, né con animali morti o malati o altre possibili esposizioni alla malattia.

Alle 15.15 il 37enne è già nel reparto di Malattie infettive, dove secondo le direttive dell’assessorato già da novembre erano state individuate apposite stanze di degenza dotate degli standard previsti per la presa in carico di pazienti “ sospetti”.

«La situazione è sotto controllo, e le nostre Unità di crisi hanno funzionato perfettamente – assicura l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru –. Adesso sono in atto tutti gli accertamenti per capire se si tratta davvero di Ebola o di una semplice influenza, come potrebbe tranquillamente essere. Voglio rassicurare tutti cittadini, non ci sono motivi per avere alcun timore: il virus diventa contagioso solo nel momento in cui compare la febbre, il che è avvenuto oggi quando il paziente non ha avuto contatti con nessuno. I protocolli sono scattati perché c’erano due parametri di rischio: febbre oltre i 38,6 e permanenza in zone con Ebola nei 21 giorni precedenti. Ma l’unico rischio reale è per questo ragazzo, che però è già nelle migliori mani possibili».

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