Perfetta la macchina della sicurezza

Cani antiesplosivo e cecchini sui tetti per proteggere la visita lampo dei vertici del governo

OLBIA. Tiratori scelti sui tetti, cani molecolari per fiutare l’esplosivo in tombini, cassonetti o auto. E una moltitudine di poliziotti, carabinieri, agenti delle fiamme gialle a presidiare il tragitto che il corteo di auto blu ha compiuto ieri, poco meno di quattro chilometri tra il terminal privato dell’aeroporto Costa Smeralda e l’ospedale Mater Olbia appena inaugurato. Il classico bagno di folla, al quale non si è sottratto Matteo Renzi, è avvenuto tra uno schieramento di agenti della sicurezza che ha fatto ricordare le visite dei governanti mondiali durante il premierato di Silvio Berlusconi. Se quanto messo in campo in occasione della visita di Vladimir Putin sembrava esagerato, ieri non è stato da meno. Almeno quattrocento gli uomini impegnati nel garantire la sicurezza non soltanto al Premier, ma a quanti, nello spiazzo antistante l’ingresso principale del Mater Olbia, hanno voluto omaggiare il premier e i suoi ospiti con la loro presenza. L’accesso all’area è stata predisposta a dovere, con passaggi obbligati davanti alle forze dell’ordine e le navette messe a disposizione, gratuitamente, dall’amministrazione comunale per consentire ai cittadini di arrivare al neo ospedale dopo aver parcheggiato l’auto sugli spiazzi predisposti sulla vecchia Orientale Sarda. «Nessuna sbavatura», ha sottolineato a cerimonia conclusa il prefetto di Sassari, Salvatore Mulas, complimentandosi con i responsabili provinciali dei carabinieri, polizia e guardia di finanza per il servizio d’ordine di Stato previsto per le cerimonie ufficiali in cui sono presenti il presidente del consiglio o il capo dello Stato. La similitudine tra le visite ufficiali (quelle private erano frequentissime, meno pubblicizzate) dell’ex premier Silvio Berlusconi, di casa a Olbia (Porto Rotondo) e quella dell’attuale presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi è stata l’approccio con i cittadini, aperto e confidenziale. Inesistente, invece (ma questo è il nuovo corso) il rapporto con il mondo dell’informazione imposto dallo spin doctor renziano Filippo Sensi, il potente blogger e capo dell’ufficio stampa che verifica anche le virgole dei tweet che Matteo cinguetta giornalmente nel web. Un controllo totale che non consente l’abbordaggio al premier il quale saluta, stringe le mani e ringrazia tutti senza dire una parola, prima di salire sulla auto blu che lo riporta in aeroporto. E non accade soltanto a Olbia, ma nel resto d’Italia.

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