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a rischio il pesce

Nello stagno di Cabras sotto accusa i cormorani

Nello stagno di Cabras sotto accusa i cormorani

SASSARI. Cormorani ancora sotto accusa, accusati di fare man bassa di pesce, in particolare nello stagno di Cabras. Ma c’è chi dissente: «Non devono certo essere i cormorani a pagare le conseguenze...

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SASSARI. Cormorani ancora sotto accusa, accusati di fare man bassa di pesce, in particolare nello stagno di Cabras. Ma c’è chi dissente: «Non devono certo essere i cormorani a pagare le conseguenze della scarsa capacità gestionale della pesca nelle zone umide della Sardegna, c’è bisogno di approfondite verifiche e di una seria riforma del settore». A dirlo è Stefano Deliperi, a nome del Grig (Gruppo d'intervento giuridico) e Lega per l'abolizione della caccia. Il tutto dopo la richiesta di Uecoop e Coldiretti di aprire la caccia ai volatili, cui ha fatto seguito la decisione della Giunta regionale di dare il via libera agli abbattimenti. «Morte ai cormorani, tanto non votano», così Deliperi sintetizza la questione, criticando le associazioni di ritenere che «funzionano solo le doppiette».

L’ambientalista mette in luce la notevole discrepanza di dati sui danni subiti e sul consumo di pesce forniti dalle varie parti interessate, definendole «parole e cifre in libertà: unico filo conduttore, tanto per cambiare, la responsabilità della cattiva gestione della pesca negli stagni oristanesi, attribuita esclusivamente ai cormorani, vil razza dannata. Mai un briciolo di autocritica. Inquinamenti, cattiva gestione, opere pubbliche spesso disastrose non contano nulla». Deliperi ricorda che negli anni scorsi «ci sono state varie campagne di abbattimento dei cormorani, ma nessun risultato concreto». Ma anche che non ci sono dati ufficiali relativi agli esemplari svernanti, ma solo parziali e frammentari. Importante il fatto che «il cormorano tende preferibilmente (46 per cento) a nutrirsi di esemplari di piccole dimensioni, comunque al disotto dei 100 grammi, più facili da catturare e non di “taglia commerciale”». «Quali sarebbero, quindi, i danni effettivi per le zone umide in concessione di pesca? –si chiede il Grig – E quali sarebbero, però, i ricavi effettivi da parte delle cooperative di pescatori? Quale l'incidenza dei danni provocati dall'inquinamento e della pesca abusiva?». (apal)

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