Uranio, Pinotti: no al ricorso contro la sentenza su Vacca

SASSARI. «La vicenda processuale di Salvatore Vacca non va ulteriormente prolungata». Il ministro Roberta Pinotti annuncia di non volere ricorrere contro la sentenza che ha condannato la Difesa a...

SASSARI. «La vicenda processuale di Salvatore Vacca non va ulteriormente prolungata». Il ministro Roberta Pinotti annuncia di non volere ricorrere contro la sentenza che ha condannato la Difesa a risarcire con oltre un milione e mezzo di euro la famiglia del soldato originario di Nuxis, ucciso nel 1999 da una leucemia contratta in seguito all'esposizione a munizioni all'uranio impoverito durante la missione in Bosnia. Parole storiche, quelle del ministro, che fanno seguito a una sentenza storica. «Questa – ha aggiunto la Pinotti – è la mia valutazione, ma la Difesa può solo esprimere un parere, la decisione è nelle mani dell'Avvocatura dello Stato che può anche non tenerne conto. Per quanto mi riguarda, ripeto, credo che non sia opportuno andare oltre nel giudizio».

Via libera alla relazione. Ma quella di ieri è stata una giornata storica anche sotto un altro profilo. La commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito ha approvato la relazione intermedia presentata dal presidente Gian Piero Scanu. Una approvazione quasi unanime con il solo voto contrario di Mauro Pili (Unidos). «Si tratta di un salto di civiltà non più rimandabile, perché quando è in gioco la salute dei cittadini non ci possono essere zone franche – afferma il deputato del Pd –. Intendiamo modificare radicalmente la sicurezza sul lavoro e la tutela previdenziale delle forze armate, uscendo dalla giurisdizione domestica che oggi la caratterizza, per mettere la materia nelle mani di un organismo terzo, pubblico, competente qual è l'Inail».

Giurisdizione. La decisione di affidare all’Inail e non più a una commissione formata da militari le decisioni sul rapporto causa effetto tra la malattia contratta da un soldato e la sua attività nell'esercito ha ottenuto anche il via libera della Pinotti, che ieri è stata ascoltata dalla commissione. «Non siamo contrari a inserire controlli esterni alla Difesa purchè siano fatti con intelligenza ed equilibrio – ha affermato il ministro –. La cifra di questo Governo è l'apertura alle riforme e la trasparenza. Inserire elementi di terzietà è un concetto che politicamente condivido». «Sono molto soddisfatto di questo passaggio istituzionale e, al di là delle valutazioni individuali, considero acquisite alcune importanti aperture», ha promosso Scanu l’audizione della Pinotti.

Associazioni militari. Il passaggio della giurisdizione all’Inail non piace invece alle associazioni militari. «Sarebbe come ammettere di non essere riusciti a trovare la soluzione – sostengono i rappresentanti del Cad, il coordinamento amianto pro comparto Difesa –. È come quando nel gioco del calcio una squadra pressata in difesa tira la palla sugli spalti».

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