«Sull’urbanistica solo sbagli la giunta è da bocciare»

Il deputato di Fi sulla legge Erriu: «Non passerà mai per le divisioni nel Pd Bisogna ripartire dal Ppr di Cappellacci che il centrosinistra ha cancellato»

SASSARI. Vista dalla metà azzurra del panorama politico la legge urbanistica è un’infelice incompiuta. Non ha dubbi il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis: «Una legge urbanistica è indispensabile, ma non quella del centrosinistra, che non sarà mai portata a casa». Pittalis conosce nei dettagli la genesi e tutto l’iter della legge, fino alla scorsa settimana sedeva nei banchi del Consiglio regionale. E Non nasconde di non apprezzare il testo varato dalla giunta Pigliaru. Ma Pittalis parte da più lontano.

Le piace la proposta di legge urbanistica?

«No. Ma per capire la mia contrarietà si deve fare un passo indietro. E vorrei parlare della politica urbanistica portata avanti da questa maggioranza. Tutta da bocciare. Oggi il centrosinistra e la giunta si rendono conto e si pentono del primo atto chi hanno fatto. Hanno abolito il Piano casa e annullato il Ppr che aveva fatto la giunta Cappellacci sul finire della scorsa legislatura. Un grave errore. Perché quel Piano correggeva gli errori contenuti nel Ppr di Soru. Il nostro testo tutelava l’ambiente, proteggeva le coste e consentiva il recupero dell’esistente, più che la creazione di nuove volumetrie. È stato abbattuto con furore ideologico. È stato il primo atto di una politica che per quattro anni è andato avanti».

Ma qualcosa il centrosinistra lo ha fatto.

«Sì, la giunta Pigliaru ha proposto un Piano casa risibile che ha fatto crollare il settore dell’edilizia. Siamo passati 60 mila imprese a 20mila. Da 40 mila permessi per costruire a meno di 3mila. Sono state messe in difficoltà le imprese e creati ostacoli ai cittadini».

Ma questa legge urbanistica potrebbe proprio risolvere queste difficoltà.

«Oggi sul finire della legislatura, a 10 mesi dall’appuntamento del voto, c’è un dato sconsolante. Assistiamo a un litigo continuo dentro il Pd. Ci sono due filosofie del tutto opposte. Si dà vita alla solita politica degli annunci, il piatto forte di questa maggioranza. I partiti che governano non trovano l’accordo su una legge fondamentale e questo testo non lo approveranno».

Ma Forza Italia cosa vuole fare?

«Noi abbiamo le idee chiare. Per noi si deve ripartire dalle linee guida del Ppr di Cappellacci, che aveva come primo obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e la tutela delle coste. Si dava la possibilità ai privati e alle strutture ricettive di adeguare gli edifici ai moderni standard turistici. Per noi si deve partire da questi punti fermi. Leggo che il Pd continua a litigare sulla questione dei 300 metri dal mare senza capire che la vera sfida è recuperare l’esistente in senso qualitativo».

Ma una legge secondo lei è necessaria?

«Senza dubbio. Deve essere fatta. Se dovessimo andare al governo della Regione sarebbe una delle prime cose da fare. Insieme allo smantellamento della sciagurata riforma sanitaria fatta dal centrosinistra sarebbe una delle priorità. Ma la nostra legge urbanistica sarà fatta senza il furore ideologico che ha animato il centrosinistra. E proprio la grande animosità che vedo nel Pd e le grandi contraddizioni presenti nel centrosinistra credo renderanno impossibile l’approvazione di questa legge».

Voi cosa farete?

«Beh, non vengano a chiedere i voti a noi. Impossibile che trovino sponda nell’opposizione su questo tema. Noi abbiamo un approccio differente, una filosofia diversa. Per noi deve cambiare del tutto l’approccio. Per prima cosa devono avere un ruolo maggiore i Comuni e le comunità locali. La politica sull’urbanistica deve mettere al centro chi nei paesi e nelle città ci vive. Il centrosinistra ha impostato la sua legge in modo differente. Viene tutto deciso dalla Regione e in alcuni casi dalla giunta. In questo modo si crea un arbitrio e una discrezionalità che diventano realmente pericolosi. Questa mancanza di regole uguali per tutti per noi non è accettabile. E su questo punto siamo pronti a dare battaglia. Si devono assumere fino in fondo la responsabilità della paralisi dell’edilizia».

Cosa critica maggiormente nella legge?

«In questi anni è mancata del tutto una politica di investimenti per il recupero del patrimonio edilizio e urbanistico. Una reale attenzione alle aree disagiate e periferiche. Un’idea di sviluppo per la Sardegna. In questa legge il centrosinistra si è concentrato sulle coste, come se i sardi fossero tutti là, come se non esistessero le zone interne, come se non ci fosse un’altra Sardegna oltre quella turistico-balneare che tanto sta a cuore al Pd». (l.roj)

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