Elezioni regionali, debutta il voto con la doppia preferenza di genere

Una conquista che ha costretto i partiti a organizzarsi per candidare le donne

CAGLIARI. La Sardegna sperimenta per la prima volta con il voto per le regionali di domenica 24, la doppia preferenza di genere. È la vera novità per gli elettori dell'Isola - circa 1,4 milioni su un totale - che potranno esprimere nella stessa lista due preferenze per due candidati di genere diverso: un uomo e una donna.

Sono circa settecento le candidate-apripista di questa nuova modalità di espressione del voto. Ma dietro l'angolo si nasconde anche un'insidia: quella della nullità nel caso si esprimano due preferenze per candidati dello stesso genere (due uomini o due donne) o facenti parte di liste o coalizioni differenti.

Il debutto della doppia preferenza nella nuova legge elettorale regionale ha costretto i partiti ad organizzarsi di conseguenza. Nella composizione delle liste la parità è stata perfettamente garantita. Tuttavia, c'è più di un 'mà. Il provvedimento non garantisce il seggio a nessuna candidata. E uno dei metodi utilizzati da più candidati e candidate è stato quello del «ticket», ovvero il metodo dell'accoppiata per cui in campagna elettorale due candidati - in questo caso un uomo e una donna - si presentano assieme, persino con un doppio 'santinò. Anche sui social. Uno strumento che non convince tutte le aspiranti consigliere. Talvolta, infatti, il candidato maschio 'fortè stringe accordi con più di una donna: effetto «harem», l'ha definito maliziosamente qualcuno.

Chi ragiona al contrario, invece, sostiene che i vantaggi siano tutti per le candidate. Si vedrà. È stata comunque fatto un grande passo avanti: nell'assemblea regionale uscente la presenza delle donne era ridotta al lumicino: quattro su 60 consiglieri. La nuova legge dovrebbe, almeno sulla carta, far salire sensibilmente il numero. (Fabrizio Fois/Ansa)

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