La lista dell’Antimafia: 8 candidati impresentabili

Cinque di centrodestra, due Pd e uno del Pds: tre condannati in primo grado. C’è pure Ganau, ma la Procura ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste

SASSARI. A 48 ore dal voto arriva la bomba degli impresentabili. Sono 8 gli aspiranti consiglieri le cui candidature non risultano conformi al codice di autoregolamentazione dell’Antimafia. Cinque di centrodestra - il cui candidato governatore, il senatore Christian Solinas, è vicepresidente della stessa commissione Antimafia -, due del Pd e uno del Partito dei sardi. A ufficializzare la lista è stato il presidente della Commissione, Nicola Morra, Movimento 5 stelle. Nell’elenco ci sono nomi di spicco della politica isolana. A partire dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, candidato col Pd, imputato per tentata concussione in concorso, accusa per cui la Procura ha però chiesto l’assoluzione. E poi il consigliere uscente Valerio Meloni, anche lui dem, e anche lui sotto inchiesta per tentata concussione. E poi Antonello Peru, ricandidato con Forza Italia, imputato di concussione aggravata. Addirittura tre sono i procedimenti a carico di Giovanni Satta, anche lui uscente, candidato con il Partito sardo d’Azione nel centrodestra, sotto inchiesta per riciclaggio in concorso con altri al tribunale di Nuoro, al tribunale di Tempio per riciclaggio, al tribunale di Cagliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dall'ingente quantitativo e dall'essere reato trans nazionale. E ancora Carlo Maramarco, candidato del Partito dei sardi nel Sulcis, imputato per corruzione per un atto contrario ai suoi doveri d’ufficio.

Ma se per questi cinque candidati la Commissione ha rilevato la mancata conformità al codice di autoregolamentazione perché rinviati a giudizio e con fase dibattimentale in corso, gli altri tre invece sono stati tutti condannati con sentenza di primo grado, e pertanto, qualora venissero eletti, la loro carica sarebbe sospesa di diritto. Si tratta di Maurizio Porcelli, anche lui candidato col Psd’Az, che risulta essere stato condannato dal tribunale di Cagliari il 17 maggio 2018 per 4 reati di abuso d'ufficio a un anno e 6 mesi di reclusione, condanna contro cui è stato proposto appello. E poi, nell’ambito dell’inchiesta sui fondi ai gruppi, gli uscenti Alberto Randazzo, Forza Italia, condannato dal tribunale di Cagliari nel 2017 a 3 anni di reclusione per peculato continuato, e Oscar Cherchi, anche lui forzista, condannato a 4 anni per peculato continuato. Entrambi hanno presentato appello contro le sentenze.

L'attività di controllo delle liste, ha spiegato Morra, si ripartisce in tre fasi: prima si ottengono le liste elettorali, poi si trasmettono alla Procura nazionale antimafia per averne un primo controllo, infine c'è la trasmissione dei dati da parte della Procura nazionale: a quel punto la Commissione deve compiere una attenta ricerca e acquisire carichi pendenti e sentenze passate in giudicato. «Gli uffici hanno lavorato a lungo e fino a poche ore fa», ha concluso Morra.

Ma la Commissione ha tenuto conto dei processi ancora in corso, a prescindere dalla fase di dibattimento. Di qui la giustificata replica di Ganau alla notizia dell’inserimento del suo nome nella lista. «Lo scorso 7 novembre, finalmente, dopo una lunghissima vicenda giudiziaria che mi ha visto coinvolto come imputato la Procura di Sassari ha richiesto l'assoluzione per l'accusa di tentata concussione perché il fatto non sussiste».



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