Ecco i prestiti alle imprese del sociale

La coop Domus de Luna: ora si può ragionare da imprenditori

CAGLIARI. L’animo sempre più imprenditoriale ma con il cuore che batte per il sociale. Potrebbe essere questo il futuro delle imprese del terzo settore, quelle che perseguono, senza fini di lucro e spesso sostituendosi al pubblico, finalità solidaristiche come la lotta al disagio giovanile. Nei giorni scorsi l’argomento è stato al centro di “Non fate la carità”, incontro promosso da Domus de Luna, cooperativa sociale che opera a Cagliari, in un quartiere difficile come quello di Santa Teresa, a Pirri. Se per le imprese cosiddette del “terzo settore” è facile immaginare attività finanziate grazie alla generosità di cittadini ed enti, ora si può cominciare a pensare un po’ più da imprenditori. Merito di nuovi strumenti finanziari, messi in campo a livello regionale e nazionale per le imprese no-profit.

Sul versante regionale entro marzo uscirà il primo avviso pensato per attività “social impact”, cioè quelle iniziative imprenditoriali con un impatto sociale. Grazie a una dotazione iniziale di 8 milioni di euro (6 provengono dal Fondo sociale europeo, 2 dal Fondo europeo di sviluppo regionale) assessorato al lavoro e centro di programmazione scommettono su questo settore. «Non si tratterà di sostegni a fondo perduto – spiega Marco Naseddu, del centro di programmazione – ma di prestiti a favore di quelle imprese che presentino un progetto a valenza sociale ritenuto valido».

Funzionerà così: i soggetti che operano nel sociale potranno fare richiesta di accesso ai fondi presentando la loro idea. Se il progetto viene approvato, come qualsiasi altro imprenditore del settore profit, riceveranno una somma da restituire pian piano. «Durante la realizzazione del progetto, ma anche dopo – va avanti Naseddu – quell’idea sarà valutata. Se alla fine l’obiettivo sarà raggiunto è prevista una premialità: o meno interessi, o minori somme da restituire». Per le imprese significa nuovi soldi da reinvestire «nell’ottica – spiega Ugo Bressanello, presidente di Domus de Luna – di un percorso virtuoso, sostenibile e trasparente». A livello nazionale a dare una mano ci pensano i fondi di “Con i bambini”, inseriti nei programmi per il contrasto alla povertà educativa minorile. Si tratta di soldi divisi in tre bandi: prima infanzia; adolescenza; nuove generazioni. A quest’ultimo ha avuto accesso Domus de Luna per la realizzazione a Cagliari, in collaborazione con la fondazione “Francesca Rava” di Milano, di “Sa domu pitticca su coru mannu”. Il centro (l’inaugurazione è prevista prima dell’estate) si rivolgerà a minori tra i 5 e i 14 anni e alle loro famiglie residenti nei quartieri a basso tasso di inclusione sociale e che si trovano in situazioni di grave povertà educativa.

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