Aras, atto di responsabilità: sciopero revocato

Ibba (Confederdia): «Chiediamo alla Regione di dare priorità ai bandi per ingresso in Laore»

CAGLIARI. Dai lavoratori Aras in liquidazione arriva un altro atto di responsabilità: il sindacato Confederdia ha revocato lo sciopero a oltranza «per non gravare sul comparto zootecnico già in sofferenza», ma mantengono lo stato di agitazione ponti a riprendere con le misure più drastiche se non ci fossero passi avanti. Per veterinari, agronomi e altre figure impegnati nell’assistenza alle aziende zootecniche, che da anni chiedevano la stabilizzazione e che ora attendono l’attuazione della legge che decreta il loro assorbimento in Laore, i bandi previsti sono stati bloccati. Osvaldo Ibba, segretario regionale di Confederdia: «Se il presidente della Regione Solinas non ci ha ricevuto non è stato per cattiva volontà, ma a causa dei tanti impegni. Così abbiamo deciso di dargli tempo, visto che la settimana prossima dovrebbe vedere l’insediamento di consiglio e giunta, cui chiediamo di dare priorità alla nostra vertenza».

Nel frattempo Solinas ha chiesto alla macchina regionale di limitarsi all’ordinaria amministrazione e questo non ha certo facilitato le cose: «Si tratta di sbloccare una pratica che è ordinaria in quanto già avviata, basta che Regione e Laore si parlino». I denari ci sono? «Sono già nel bilancio generale, 1,8 milioni da utilizzare per far funzionare la struttura che si aggiungono agli 11,6 per gli stipendi già stanziati per l’Aras per ogni annualità sino al 2020 – dice Ibba – ora si tratta semplicemente di fare una variazione di bilancio e renderli disponibili». Se così non fosse? «Temiamo l’avvicinamento della data del 15 maggio in cui scade l’esercizio provvisorio di Aras in liquidazione e si potrebbe creare un vuoto nei finanziamenti. E temiamo per le oltre diecimila aziende zootecniche che seguiamo, se fossimo costretti a riprendere le proteste. La misura 14, quella del benessere animale, che vale oltre 40 milioni di euro, si sta chiudendo solo grazie al nostro senso di responsabilità, visto che lavoriamo con sei mesi di mensilità arretrate e consci di aver perso i rimborsi spese anticipati. Dare attuazione alla legge significherebbe sistemare 252 dipendenti e programmare al meglio la prossima misura a tutto beneficio delle aziende». (a.palmas)

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