Nel 2019 già tre vittime I sindacati: necessario introdurre l’aggravante

SASSARI. In Italia deve essere introdotta l’aggravante di omicidio sul lavoro. Lo hanno ribadito le segreterie regionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, riunite nei giorni scorsi nella sala...

SASSARI. In Italia deve essere introdotta l’aggravante di omicidio sul lavoro. Lo hanno ribadito le segreterie regionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, riunite nei giorni scorsi nella sala convegni della Cassa Edile di Sassari per l’incontro “Basta infortuni e morti sul lavoro” dedicato alla sicurezza nel settore delle costruzioni.

L’iniziativa, che richiama in continuità la “Giornata Mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro”, istituita dall’Ilo e celebrata il 28 aprile, si proponeva di richiamare l’attenzione sulle questioni della salute e sicurezza sul lavoro e diffondere la cultura della sicurezza e del lavoro dignitoso, richiamando l’attenzione sull’importanza della prevenzione degli infortuni.

Nella relazione introduttiva sono stati illustrati i dati sugli infortuni: sono stati 1073 gli infortuni denunciati all’Inail per il settore delle Costruzioni in Sardegna nel 2018 e nel 1° trimestre 2019 sono già 3 i morti sul lavoro in Sardegna.

Grande preoccupazione si è espressa in merito al taglio delle tariffe Inail a scapito dei fondi per l’attività di prevenzione e del fondo premialità per le imprese virtuose: una scelta giudicata poco lungimirante per un paese che continua a registrare un numero altissimo di infortuni sul lavoro (641.261 denunce e 1133 infortuni mortali nel 2018 a livello nazionale- dati Inail). Si è posto poi l’accento sulla necessità di fare sistema fra tutti i soggetti e portatori di interesse, le parti sociali sindacali e datoriali, le Istituzioni, intervenendo prima di tutto sulla prevenzione e sulla necessità di diffondere la cultura della Sicurezza.

Per fare ciò, le organizzazioni sindacali hanno chiesto che anche in Sardegna si colga l’obiettivo di un protocollo di intesa con l’assessorato regionale della Sanità in merito alle notifiche preliminari affinché gli enti paritetici dei sistemi bilaterali edili, possano accedere anch’essi alle informazioni in esse contenute

Sono sempre meno i giovani che entrano nel settore delle costruzioni, per lo più con forme di lavoro precario, a termine, mentre si osserva che il maggior numero di infortuni si registra proprio tra gli over 60, costretti a stare sulle impalcature nonostante sia sotto gli occhi di tutti il carattere altamente gravoso e usurante dell’attività edile.

«Quello che occorre è un “grande patto sociale” fra organizzazioni sindacali dei lavoratori – spiegano – imprese e istituzioni, per cogliere un obiettivo di civiltà e coerente con quanto sancito dall’articolo 1 della Costituzione italiana. Per queste ragione Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil promuovono la battaglia perché in Italia sia introdotta l’aggravante di omicidio sul lavoro».



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