Precari formati da precari: scoppia il caso navigator

I consulenti dell'Anpal aspettavano la stabilizzazione ma rischiano la beffa. Dovranno preparare le nuove figure introdotte con il reddito di cittadinanza

SASSARI. Nella tanto sbandierata dignità del lavoro, cavallo di battaglia del ministro pentastellato Luigi Di Maio, qualcosa si è inceppato. Un corto circuito che di dignitoso ha molto poco e che ha invece innescato una pericolosa quanto triste battaglia tra precari. Una catena di lavoratori e aspiranti tali accomunati da una caratteristica: nessuno ha il posto fisso, un contratto a tempo indeterminato che ti regala certezze e ti fa guardare al futuro con ottimismo. Tra loro c’è chi il posto fisso lo sentiva a un passo, dopo promesse e rassicurazioni. Ora invece l’ingresso di un nuovo esercito di precari in un mercato estremamente fragile rischia di polverizzare i sogni. A farne le spese sono i precari dell’Anpal, 667 in tutta Italia, 18 in Sardegna: stritolati in questa catena di montaggio voluta dal governo.

Caos navigator. Tutto inizia con l’approvazione del reddito di cittadinanza, l’assegno mensile voluto dal M5s per, appunto, restituire dignità a chi è rimasto ai margini del mercato del lavoro ma vorrebbe rientrarci prima possibile. Anche perché il reddito di cittadinanza non è eterno ma ha una durata limitata. Ecco perché l’esercito di disoccupati beneficiari dell’assegno dovrà trovare una occupazione e nella ricerca sarà aiutato da figure apposite. Si chiamano navigator, saranno 3mila a livello nazionale di cui 121 in Sardegna, dove sono state presentate oltre 38mila richieste per il reddito di cittadinanza (e più di 3mila domande per diventare navigator).

Anche i futuri navigator hanno qualcosa in comune: non sanno nulla, sono totalmente digiuni di politiche del lavoro e un impiego sinora l’hanno cercato con scarsi risultati solo per se stessi. Con queste basi, è altamente improbabile che possano essere d’aiuto a qualcuno. Ecco allora che entrano in gioco i veri professionisti: sono i consulenti dell’Anpal, l’agenzia nazionale politiche attive per il lavoro. Nell’isola la versione regionale dell’Agenzia si chiama Aspal, conta 640 dipendenti di cui 310 a tempo indeterminato distribuiti nei 28 Centri per l’impiego dell’isola.

Il direttore generale Massimo Temussi è molto orgoglioso del lavoro che svolgono: «Il 76 per cento di loro è laureato e ha una grande esperienza sul campo. Grazie a queste figure i Centri per l’impiego sono un preziosissimo riferimento per chi cerca un’occupazione». Temussi è preoccupato: «I navigator non hanno esperienza, molti saranno ragazzini per i quali potrebbe essere un vero problema districarsi nel mercato dell’isola, dove è alto il numero di ultracinquantenni disoccupati con un basso tasso di scolarizzazione».

Precari vs precari. Ecco allora la furbata del governo. A formare i navigator, cioé precari con contratto biennale chiamati a trovare lavoro ai disoccupati, saranno i precari dell’Anpal. Diciotto consulenti in Sardegna, tutti preparatissimi, alcuni da 15 anni appesi a contratti a tempo determinato. «Una situazione paradossale creata dal governo – dice Temussi – in questa prima fase, quella della formazione, la Regione non è chiamata in causa». Una stortura, secondo l’assessore al Lavoro Alessandra Zedda: «Non possono essere precari a formare altri precari, è un percorso sbagliato che abbiamo detto sin dall’inizio di non condividere. Il nostro obiettivo è arrivare subito alla fase successiva con assunzioni stabili».

La beffa. In questa situazione ingarbugliata e paradossale a pagare il prezzo più alto sono proprio i precari dell’Anpal. Gli unici professionisti che vantano esperienza e competenze perché da anni aiutano con successo altre persone a trovare un lavoro. Sono beffati perché il progetto del governo prevede che queste competenze le trasmettano ai navigator, i consulenti del futuro, anche loro precari. Per pagare i quali il Governo ha dovuto fare una scelta per carenza di fondi. E dove ha tagliato? Proprio sulle risorse destinate alla stabilizzazione dei 667 consulenti Anpal, compresi i 18 sardi. Per loro c’è solo 1 milione di euro, sufficiente per appena una ventina. Per gli altri il purgatorio del precariato continua. La protesta, con scioperi e sit-in davanti al ministero, è appena cominciata.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes