In quarant’anni solo tredici sardi eletti in Europa

Mario Segni

I primi furono il Dc Ligios e il Pci Cardia. Nella passata legislatura tre eletti

SASSARI. In quaranta anni di Parlamento europeo solo 13 sardi hanno centrato l’elezione a Bruxelles. E di questa piccola pattuglia alcuni hanno tagliato il traguardo solo tramite ripescaggi. Un magrissimo risultato figlio di una legge elettorale che costringe la Sardegna a convivere con la ben più popolosa Sicilia, nettamente avvantaggiata nello scrutinio dei voti. I primi due sardi ad arrivare a Bruxelles furono nel 1979 Giosuè Ligios, democristiano, già sottosegretario al Tesoro nel governo Andreotti, e Umberto Cardia, comunista, anche lui con trascorsi a Roma in Parlamento. Cinque anni dopo, nel 1984, a tagliare il traguardo della elezione furono tre sardi: Ligios, che ottenne la riconferma, e poi il comunista Andrea Raggio e Michele Columbu, uno dei leader storici del Partito sardo d’Azione, che era stato anche deputato in seguito all’accordo tra Psd’Az e Pci. La tripletta viene confermata anche nel 1989: Raggio fa il bis in Europa, mentre per la Dc viene eletto Felicetto Contu, già sottosegretario con Goria e De Mita, e per il Psd’Az l’ex presidente della Regione Mario Melis.

A partire dal 1994 le Europee diventano sempre più difficili per i candidati sardi. La concorrenza siciliana è difficile da arginare e così il solo a varcare il portone del Parlamento di Bruxelles fu Mario Segni, sotto il simbolo del Patto che portava il suo nome, che però si dimetterà dopo poco più di un anno e gli subentrerà il siciliano Vincenzo Viola. Segni sarà rieletto nella tornata successiva del 1999, questa volta alleato con Alleanza nazionale sotto il simbolo dell’insoddisfacente Elefantino, ma l’elezione arrivò in un collegio diverso da quello delle isole. In quella legislatura la Sardegna restò a bocca asciutta. Stesso risultato cinque anni dopo: i candidati sardi rimasero tutti al palo. A meno di un anno dalla fine della legislatura riuscì ad arrivare a Bruxelles Maddalena Calia, ex sindaca di Lula, esponente di Forza Italia, subentrata a Giuseppe Castiglione, eletto presidente della Provincia di Catania. Nel 2009 l’isola centra di nuovo l’elezione con l’ex sindaco di Olbia Giommaria Uggias, esponente dell’Italia dei valori, che riuscì nell’impresa grazie alle rinunce di Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando, che optarono per altri collegi. In quella legislatura, un anno e mezzo prima della fine, arrivò in Europa anche Francesca Barracciu, prima dei non eletti con il Pd, subentrata a Rosario Crocetta, eletto presidente della Regione Sicilia. Cinque anni fa l’isola riuscì a rieleggere direttamente tre parlamentari: Renato Soru per il Pd, Salvatore Cicu per Forza Italia e Giulia Moi per il M5s, che però è stata poi espulsa dal Movimento. (al.pi.)

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