Dorsale del metano a carico dei sardi, allarme di Confindustria

La denuncia: l’Authority vorrebbe addebitare all’isola due miliardi di costi

CAGLIARI. La sintesi è estrema, ma ha un effetto choc clamoroso: «Volete il metano? Bene, pagatevi la rete di distribuzione, in costruzione, compresa l’eventuale Dorsale». A dare l’ennesima legnata sui denti ai sardi è stata l’Autorità di regolazione per energie, reti e ambiente, sigla Arera, che ispira e gestisce le strategie nazionali. Il 7 maggio, nel report sulle «linee d’intervento 2020-2025», ha scritto sulla Sardegna, unica regione senza il metano: «L’orientamento è prevedere (nell’isola) uno specifico e ulteriore ambito tariffario, per favorire lo sviluppo efficiente del servizio». Al di là del tecnicismo e degli improbabili buoni propositi dell’Arera, l’interpretazione autentica è questa: il costo della metanizzazione sarda non sarà a carico del sistema nazionale, quindi di tutti gli italiani, ma addebitata esclusivamente alla Sardegna. «È un complotto. Vogliono affossarci ancora una volta», hanno denunciato i vertici di Confindustria, che per primi hanno scoperto quello che non è solo uno sgarbo: sarebbe disastroso.

«La verità – ha detto con decisione il presidente Alberto Scanu – è che con questo indirizzo, verrà meno la consolidata solidarietà nazionale per le grandi opere». Per poi fare un parallelo con il resto d’Italia. «È come se il collegamento per l’Alta velocità Roma-Bari, in treno, lo scaricassero solo sui baresi e non su gli italiani. Se dovesse accadere, ci sarebbe o no una rivolta a Bari? Di sicuro sì ed è quello che vorremmo accadesse qui da noi» Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria Sud Sardegna, è stato ancora più diretto.

«È assurdo, sconcertante, che qualcuno solo pensi di scaricare sulle famiglie e sulle imprese sarde i costi della rete di distribuzione, circa 2 miliardi, o anche quelli della Dorsale, un altro miliardo e 300 milioni. Siamo di fronte a una discriminazione palese verso la Sardegna. Senza considerare che, ogni anno e da troppo tempo, la mancata metanizzazione ci costa 450 milioni in più come bolletta energetica e ora vorrebbero farci pagare anche quanto andremo a risparmiare». Dunque, c’è il rischio che quella bolletta pesi ancor di più sulle tasche dei sardi. Per contrastare le intenzioni di Arera, visto che il suo documento è destinato a raccogliere «possibili osservazioni», c’è tempo fino al 17 giugno.

«Noi le faremo e saranno durissime – ha proseguito Scanu – ma da sole non possono bastare. A contestare Arera devono essere anche la Regione, prima di tutto, e le forze sociali. Stanno togliendoci – ha proseguito – l'unico strada che ci permetterebbe di avere il metano con lo stesso prezzo del resto d'Italia. Per questo la protesta della Sardegna dev’essere immediata, forte e unitaria». Quel documento, ha rilanciato De Pascale, «va modificato nel profondo, perché sostiene l’esatto opposto di quanto previsto dal Piano per la strategia energetica nazionale, dal Piano regionale per l’energia e l’ambiente e dal Patto Stato-Regione del 2016. Sono tutti impegni non solo formali ma sostanziali, e che sintetizzo così: la Sardegna ha diritto al metano senza se e senza ma». Tra l’a ltro la nuova tegola è arrivata nel momento in cui sono in corso gli investimenti per costruire la rete del gas ed è anche acceso il dibattito sulla Dorsale, destinata a garantire il metano non solo nelle città ma anche nei Comuni dell’interno.

«Credo che in molti – ha concluso Confindustria stiano alzando polveroni per rendere tutto più difficile e complicato. Abbiamo sentito parlare di elettrodotto Tunisia-Sicilia-Sardegna, ma lo sanno che serviranno 15 anni per realizzarlo, e nel frattempo? Lo stessa domanda vale per l’energia prodotta da fonti rinnovabili: da sola non basta a coprire il nostro fabbisogno soprattutto se entro il 2025 dovranno essere chiuse le centrali a carbone. Senza alternative certe, quella scadenza sarà impossibile per la Sardegna». Anche se De Pascale ha svelato un segreto: «Quando è stato a Cagliari, poche settimane fa, Di Maio mi ha detto che il metano arriverà, e io gli credo». Almeno per ora. (ua)

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