Vitigni autoctoni sardi per creare nuovi spumanti

Esperti a confronto a Villasor: «Un potenziale importante per la produzione di nuovi vini»

CAGLIARI. La Sardegna si sta rivelando terra di ottimi spumanti. E presenta una notevole biodiversità di vitigni che costituiscono un importante potenziale per la produzione di questi vini. Da questo spunto parte il confronto che il 31 maggio alle 9,30 a Villasor nella sede dell'Agris, coinvolge tecnici esperti e imprenditori vitivinicoli in un seminario sul tema «L'avvio di una produzione di spumante: aspetti tecnici, organizzativi e finanziari».

Organizza Sardegna Ricerche e Agris Sardegna. Al centro dell'incontro il tema della produzione di spumante con metodo classico e con metodo charmat. L'evento si inserisce nell'ambito del Progetto Cluster «Akinas Spinov - Spumanti Innovativi da vitigni autoctoni», entrato nel terzo e ultimo anno di attività e che punta a ottenere nuove tipologie di vino spumante, ricorrendo ai vitigni locali, sia da quelli più diffusi che anche da quelli minori o di possibile recupero, individuati nel corso del progetto Akinas. «Il progetto Akinas Spinov ha permesso di individuare un lotto di vitigni autoctoni interessanti per la produzione di vini spumanti moderni - spiega Gianni Lovicu, responsabile del settore vitivinicolo dell'Agris - sia tra quelli conosciuti ma mai provati per l'ottenimento di spumanti, che tra quelli appena registrati al Registro nazionale delle Varietà di Vite».

Si tratta di vitigni «unicum», presenti e coltivati soltanto in Sardegna. «Sono varietà di sicuro interesse per la produzione di vini spumanti, dotati di parametri compositivi interessanti come l'acidità fissa e lo sviluppo di peculiari caratteristiche aromatiche quali sentori fruttati e floreali, essenziali alla produzione di questo particolare prodotto del mercato enologico». (ANSA)

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