Carbosulcis e il buco da 43 milioni: due gli assolti, dieci le prescrizioni

Il processo si è chiuso così dopo anni di indagini e un lavoro istruttorio faticosissimo condotto dal pm

CAGLIARI. Due assoluzioni, dieci prescrizioni: il processo per l’allegra gestione della Carbosulcis si è chiuso così dopo anni di indagini e un lavoro istruttorio faticosissimo condotto dal pm Gaetano Porcu. Il secondo collegio del tribunale presieduto da Massimo Poddighe ha dichiarato la non colpevolezza dell’ex direttore generale Giuseppe Deriu e del manager Mario Porcu, imputati come tutti gli altri di concorso in abuso d’ufficio. Per i due dirigenti - difesi da Luigi Concas e Francesco Angioni (Deriu) e da Leonardo Filippi (Porcu) - il dibattimento pubblico è stato sufficiente a decidere l’assoluzione nel merito, dichiarata nel dispositivo al di là dei termini di prescrizione. Una scelta, quella del tribunale, assunta in modo da garantire ai due imputati un’uscita limpida dalla vicenda giudiziaria che li ha tenuti col fiato sospeso per circa otto anni. Alla posizione degli altri dieci imputati hanno pensato le lungaggini patologiche del procedimento, che si riferiva a fatti avvenuti tra il 2006 e il 2011.

Al di là delle consuete considerazioni sullo stato della giustizia sarda, il dato conclusivo di questa vicenda è che per il saccheggio sistematico di una fabbrica del nulla come la Carbosulcis e aziende collegate, per i milioni di euro pubblici inghiottiti dalle gallerie dove si pensava di estrarre carbone come un secolo fa, non ha pagato nessuno nonostante le indagini condotte a suo tempo dalla Guardia di Finanza avessero portato la Procura a mettere nero su bianco accuse piuttosto pesanti e documentate, divenute carta straccia a causa dei rinvii continui che hanno segnato il processo, prima nella fase preliminare e successivamente al dibattimento pubblico.

La vicenda, ridotta in pillole, è tristemente nota: nell’azienda mineraria si comprava di tutto, dalle attrezzature ai servizi, senza uno straccio di gara d’appalto. Una gestione disinvolta - secondo la Procura - andata avanti per almeno cinque anni, ricostruiti dalla Guardia di Finanza con un’indagine condotta quasi tutta sui documenti e sulle tracce dei soldi, partita dall’esposto firmato da un dipendente. Se i debiti dell’azienda controllata dalla Regione crescevano, i dirigenti continuavano ad acquistare liberamente e senza controllo, fino a provocare una voragine da 43 milioni di euro, scaricati sui contribuenti. Tra le cifre contestate dalla Procura compaiono quelle per lo studio di fattibilità affidato nel 2011 alla Sotacarbo di Carbonia - una società di cui nessuno ha mai compreso la funzione - sul progetto integrato di miniera a centrale elettrica, costato 200 mila euro. Assolti Deriu e Porcu, hanno beneficiato della prescrizione l’ex presidente del Cda Andreano Madeddu, i consiglieri di amministrazione Ettore Diana e Paolo Luigi Dessì, il responsabile del servizio acquisti Mauro Cicilloni, il responsabile dell’ufficio di amministrazione finanza e controllo Giancarlo Crò, il presidente del consiglio di amministrazione Sergio Matzuzzi, i consiglieri Antonio Vargiu, Adolfo Lai, Mirando Basciu e Alderico Lampis. (m.l)



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