Coldiretti: attese di 3 anni per liquidare i pagamenti

Saba: «Penalizzate le aziende». Cualbu: «Anomale l’80% delle pratiche» Sotto accusa Argea ma per l’associazione va riformato l’intero sistema

SASSARI. Inutile parlare di sviluppo dell’agricoltura, di rendere più competitivo il settore, di imparare a sfruttare gli aiuti, se poi gli addetti ai lavori devono fare i conti con il “burosauro”, con le lentezze del sistema di erogazione dei premi. A denunciare i paradossi di questa situazione è Coldiretti Sardegna, secondo l’organizzazione agricola «i tempi biblici che separano la presentazione delle domande dalla liquidazione sono tali da essere diventati un incubo». Sotto accusa Argea, ma è tutto il sistema che secondo Coldiretti andrebbe riformato. Da capire cosa succederà dal 16 ottobre, quando Argea diventerà organismo pagatore e potrà quindi affrancarsi dalle pastoie di Agea.

I simboli della burocrazia elefantiaca nemica delle imprese agricole sono – secondo l’organizzazione – la misura 10 pagamenti agroclimatico-ambientali e in particolare le sottomisure 10.1.2 delle produzioni integrate e la 10.1.1 della difesa del suolo. Si parla di addirittura di attese arrivate ormai a tre anni per quanto riguarda produzioni integrate, che incentiva l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti, con un percorso disseminato di ostacoli sin dall’inizio, fatto di muri burocratici spesso al limite del paradosso che costano tempo e soldi alle imprese agricole, le quali intanto spendono per rispettare i parametri delle misure. Per difesa del suolo, che mira a evitare il degrado e la perdita e favorire il ripristino della fertilità naturale dei terreni agricoli, ci sono domande ferme dal 2016 e in alcune annualità si è arrivati ad avere in anomalia circa l’80% del totale delle domande presentate.

«È palese che il sistema non funziona e che tutte le disfunzioni ricadono e penalizzano le aziende agricole – afferma il direttore di Coldiretti Luca Saba – È necessaria una riforma organica che semplifichi i procedimenti». “L’80 per cento delle pratiche in anomalia, attese lunghe tre anni, senza dimenticare gli interventi per calamità naturali del 2017 che procedono ancora a rilento, sono numeri che parlano da soli» commenta il presidente di Coldiretti Battista Cualbu, che si appella al neo assessore all’agricoltura «per sbloccare immediatamente questa situazione al limite del ridicolo e allo stesso tempo per lavorare a riformare il sistema e pensare a procedure snelle ed efficaci e non guidate dalla burocrazia cieca e nemica delle imprese». (a.palm.)

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