Come gestire l’emergenza: medico premiato in Cina

Rassu, già direttore del pronto soccorso di Sassari, insegnante a Pu’er city Con la sua società ha tenuto corsi e creato un format sull’arresto cardiaco

SASSARI. Un incontro causale con un giovane medico cinese, lo scambio di pareri, una stretta di mano a sancire la collaborazione. Era il 2017 e il dottor Sergio Rassu, già direttore del pronto soccorso e della medicina d’urgenza a Sassari, in pensione da due anni, ha messo il camice bianco in valigia. È partito per la Cina, destinazione Pu’er city, nella provincia della Yunnan, nella zona sud occidentale del paese. Una città costituita da un distretto e da 9 contee con una popolazione di oltre 2 milioni e mezzo di abitanti e un ospedale prestigioso: il Pu’er people’s hospital vanta 2mila posti letto ed è stato inserito nel gruppo A, tra le strutture sanitarie più importanti del paese. Qui è andato il dottor Rassu, per conto della “Restless architect of human possibilities”, la società con sede a Sassari che da 40 anni organizza corsi di formazione e gestione emergenze in ambito sanitario. Qui ha rincontrato il giovane medico conosciuto a Sassari: «Nel frattempo avevo scoperto che era il direttore dell’ospedale – racconta Sergio Rassu – e la sua giovane età non è un eccezione, anzi è la normalità sia negli ospedali sia in altre categorie come le forze dell’ordine». A maggio, quasi tre anni dopo, in occasione delle celebrazioni sontuose per i 70 anni di attività dell’ospedale, il medico sassarese ha ricevuto un premio: una targa e una pergamena di ringraziamento “per avere contribuito allo sviluppo del nostro ospedale”. «Una grande soddisfazione – commenta Rassu – per me ma soprattutto per la nostra società che svolge da anni una attività preziosa». Sergio Rassu ha portato a Pu’er city la sua lunghissima esperienza nel campo della medicina di emergenza urgenza. Gli ultimi 15 anni della sua carriera professionale, dopo avere operato per circa 20 prima come assistente e poi come aiuto primario, li ha trascorsi tra il pronto soccorso – che ha diretto sino alla pensione – e l’osservazione breve intensiva all’ospedale di Ozieri. «In Cina sono stato tre volte per periodi lunghi dai 20 giorni a un mese duranti i quali abbiamo organizzato corsi con medici e infermieri sul tema dell’arresto cardiaco, intra ed extra ospedaliero, sul trattamento del paziente con trauma». Il merito di Rassu che ha lavorato in équipe con altri medici, è stato quello di creare un format per i diversi corsi e per diverse tematiche nella gestione delle emergenze. Un lavoro complesso che è riuscito a superare i limiti legati alla lingua utilizzando in parte il cinese e in parte l’inglese, lavorando moltissimo attraverso le immagini: «Abbiamo utilizzato oltre 1300 diapositive», racconta Rassu. «In una occasione abbiamo organizzato un evento pubblico per mostrare le tecniche e gli interventi da adottare quando si verifica una emergenza». I corsi sono stati accolti con entusiasmo dagli addetti ai lavori, gli insegnamenti del dottor Rassu sono stati preziosi per medici e infermieri e sono diventati oggetto di discussione e approfondimento nei diversi convegni scientifici ai quali il medico sassarese è stato invitato a intervenire. «Una esperienza interessante in una realtà in crescita sotto tutti i punti di vista – spiega – sia per quanto riguarda la qualità dell’assistenza sanitaria, molto elevata, sia quella delle strutture assolutamente all’avanguardia». Il dottor Rassu descrive la straordinaria voglia di fare dei cinesi, lavoratori infaticabili che non amano perdere tempo: «Sono stati capaci di demolire e ricostruire da zero un intero padiglione per le emergenze in meno di un anno. Io non credevo ai mie occhi quando ho visto la struttura finita e già totalmente arredata. Non solo: al posto del vecchio padiglione demolito è stato realizzato un mega parcheggio che ha ospitato il palco in occasione delle celebrazioni per i 70 anni dell’ospedale». L’esperienza cinese non è finita, Sergio Rassu è pronto a ripartire. Nel frattempo va avanti l’attività della società in Sardegna, con l’organizzazione in particolare di corsi nell’ambito del primo soccorso pediatrico «per addetti ai lavori ma anche per genitori e insegnanti. Negli ultimi mesi abbiamo girato tutta l’isola dalle grandi città ai piccoli Comuni utilizzando tutti gli spazi disponibili, anche le aule consiliari e gli ambulatori dei pediatri. Con un obiettivo: istruire il più alto numero di persone ad affrontare l’emergenza con interventi che possono salvare la vita».

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