Ambientalisti ancora in pressing sulla Rwm

Bullegas, Italia Nostra: «Ci sono troppe irregolarità ma loro continuano a chiedere un ampliamento» 

DOMUSNOVAS. Gli ambientalisti continuano il pressing sulla fabbrica della Rwm, accusata di produrre bombe che vengono esportate in Arabia e poi utilizzate dai Sauditi contro le popolazioni dello Yemen. Il presidente della sezione sarda di Italia Nostra ha spiegato una parte dei motivi che hanno portato l’associazione ambientalista, e altre associazioni, a presentare un ricorso al tribunale amministrativo della Sardegna: «Ci hanno spiegato più volte come sia tutto in regola ma queste affermazioni non ci convincono e, prima dell’ennesima richiesta di ampliamento della fabbrica di bombe, abbiamo depositato il ricorso al Tar con ben 14 motivi di illegittimità – spiega Bullegas –. Ne cito alcuni tra i più rilevanti: la questione di cui si è disquisito a lungo nelle memorie dell’azienda e degli enti che si sono costituiti in giudizio riguarda l’esistenza o meno nello stabilimento di un impianto chimico, condizione che renderebbe obbligatoria la valutazione di impatto ambientale. L’altra importante assurdità presente, e da noi sollevata, riguarda il frazionamento dello stabilimento (parrebbe addirittura che siano state presentate più richieste per lo stesso edificio) finalizzato ad evitare la valutazione di impatto ambientale. Una scorciatoia non contemplate dalla normativa vigente per evitare la presentazione di un piano attuativo, così come previsto dalle norme urbanistiche del Comune di Iglesias per le costruzione in area industriale. Ma è una norma che vale in tutta Italia A sostegno della tesi sulla correttezza urbanistica dell’ampliamento dello stabilimento in una zona urbanisticamente non compatibile abbiamo letto nelle memorie ipotesi tra le più bizzarre, perfino che una destinazione urbanistica può essere assegnata per contagio, come se fosse il virus del raffreddore, in base alla destinazione urbanistica delle aree circostanti, anche se appartenenti ad altri comuni». Nel sunto presentato dal presidente di Italia Nostra c’è un corposo capitolo anche sulla sicurezza esterna: «Che dovrebbe essere garantita dal piano di emergenza per le aree esterne (Pee), obbligatorio per gli stabilimenti ad elevato rischio di incidente rilevante come quello di Domusnovas-Iglesias di Rwm Italia. Il piano attualmente in vigore è scaduto, come una patente. Solo che quelli della Rwm continuano a guidare senza che nessuno intervenga ma in gioco c’è la sicurezza di decine di migliaia di persone che vivono e lavorano a pochi chilometri dello stabilimento di Domusnovas e delle altre sedi disseminate tra Musei ed Iglesias. Il Pee scaduto non viene aggiornato dal 2012, ed è assolutamente obsoleto in quanto da allora la produzione dello stabilimento è cambiata completamente e gli ordigni prodotti sono molto più potenti e pericolosi».

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