Corsa contro il tempo per il porto canale

CAGLIARI. Sindacati e parlamentari provano a salvare il porto canale di Cagliari vicino al collasso: l’obiettivo è il rilancio per preservare centinaia di posti di lavoro e una buona fetta dell’econom...

CAGLIARI. Sindacati e parlamentari provano a salvare il porto canale di Cagliari vicino al collasso: l’obiettivo è il rilancio per preservare centinaia di posti di lavoro e una buona fetta dell’economia della Sardegna. Ma occorre fare in fretta, perché la Cict (Gruppo Contship) principale terminalista dei container che ha avvisato la procedura di licenziamento per i 210 dipendenti, dovrebbe cessare ufficialmente l'attività entro il 31 agosto. C’è anche da affrontare anche il tema della procedura di decadenza della concessione alla Cict che dovrà essere votata dal comitato di gestione del porto prima della pausa estiva. Il presidente dell'Autorità portuale Massimo Deiana ha chiesto il rinvio «ma senza altri elementi utili sarò costretto a riconvocare il comitato di gestione del porto: per legge non si può fare altro».

Sindacati e parlamentari si sono ritrovati nella sede regionale Uil dopo l'incontro tra sindacati e azienda. William Zonca della Uil (foto) ha parlato di «un esito né positivo, né negativo: l'azienda ha detto di essere aperta al dialogo per trovare un percorso alternativo». L’obiettivo è aprire subito un tavolo ministeriale cui partecipino tutti. Salvatore Sasso Deidda ( FdI) dice che il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu sta scrivendo a Conte per chiedere di sbloccare i vincoli burocratici che ostacolano il rilancio del porto canale. Emilio Floris (Fi) spinge sulla necessità di «prolungare il più possibile la presenza dell'azienda per provare a costruire soluzioni». Pino Cabras (M5s) suggerisce di «intercettare la proiezione della Cina nello scenario del Mediterraneo» parlando anche della possibilità di «ricostruzione dell'azienda a partire dai lavoratori specializzati». Andrea Frailis del Pd è stato molto realista: «Il terminalista vuole fare utili, il porto di Cagliari deve essere allettante». Massimiliana Tocco, Cgil, ha proposto la possibilità che si crei un terreno più fertile con Zes e zona franca. E che si pensi alla specializzazione del porto per esempio con la creazione di un impianto per la lavorazione delle merci, dagli imballaggi ai semilavorati. (a.palm.)

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