Economia in affanno la Sardegna in coda

L’isola resta ancora indietro per consumi e reddito medio rispetto al resto d’Italia Il valore aggiunto dell’industria è di 31,2 miliardi. La Sardegna si ferma a 1,7

SASSARI. Un’economia fragile, che fa fatica a crescere, non supportata dai consumi e da un sistema dinamico. Vista con gli occhi, e con i numeri, di Confindustria la Sardegna è molto indietro rispetto al nord.

Fatto 100 il dato italiano (Pil pro capite a prezzi correnti), la Sardegna presenta un valore pari al 71,2 in decrescita a partire dal 2012.

I sardi spendono 420 euro per prodotti alimentari, contro una media nazionale di 461. Per abbigliamento e calzature 112 euro, contro la media nazionale di 118. Anche per i trasporti i sardi si fermano 228 euro contro una media di 292 euro. Grandi differenze anche sulle spese per i servizi ricettivi e di ristorazione: 90 euro contro i 130 nazionale.

Nel 2018 la spesa media mensile delle famiglie italiane è stata pari a 2.571 euro, mentre nel Mezzogiorno tale spesa si è attestata a circa il 20% in meno, toccando i 2.080 euro. Il totale della spesa media delle famiglie sarde (2.159 euro) è superiore alla media del Mezzogiorno nel suo complesso (2.081 euro), con variazioni significative a seconda della voce di spesa considerata. Ma il dato peggiore lo si registra se si prende in considerazione la capacità produttiva dell’isola. Il valore aggiunto ai suoi prodotti.

Nel 2016, il valore aggiunto prodotto dall’industria manifatturiera al Sud è pari a 31,2 miliardi di euro, il 12,8% del valore nazionale. La Sardegna fa registrare un valore aggiunto per il manifatturiero pari a circa 1,7 miliardi di euro.

Nessuna regione del Sud o macro area ha raggiunto i livelli pre-crisi e il Mezzogiorno è la macro area che sconta ancora il differenziale maggiore con il 2009. Ma tutte le regioni, compresa la Sardegna, nell’ultimo anno disponibile fanno registrare una variazione positiva.

Un altro indicatore sono i consumi di energia elettrica, che rappresentano un indicatore molto rappresentativo del livello dell’attività economica. In Italia fanno registrare degli andamenti sensibilmente diversificati tra le macroaree. In particolare, il Mezzogiorno ha dei consumi di energia elettrica pro capite del 27% inferiori alla media nazionale. Anche le variazioni del consumo tra il 2007, ultimo anno prima della crisi, e il 2017, indicano un decremento generalizzato dei consumi di energia elettrica, decremento che in Sardegna è il più elevato tra le regioni meridionali, pari a al 28,1%.



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