Sostegno alle edicole della Sardegna: tutti a favore

Rivenditori, sindacati ed editori fanno propria la proposta lanciata dalla Nuova e accolta dal governatore Solinas

SASSARI. Tutti d’accordo, edicolanti e sindacati, sulla proposta lanciata dalla Nuova Sardegna e accolta dal presidente della Regione, Christian Solinas, di istituire un fondo di sostegno per contrastare la crisi del settore dovuta al calo di vendite di copie cartacee.

Ma sia i giornalai che i loro rappresentanti sindacali chiedono un tavolo di concertazione che li veda tra i protagonisti insieme con la Regione, gli editori e i distributori. «Perché vogliamo che i finanziamenti non vadano sprecati, ma siano mirati a dare un effettivo supporto alla categoria e a conservare un presidio di informazione, problema particolarmente sentito nei piccoli Comuni», afferma Renato Russo, vicepresidente nazionale dello Snag.

L’argomento sta tenendo banco nei chioschi dell’isola dove le rivendite di giornali superano il migliaio. «Abbiamo anche aperto una chat per confrontare opinioni e fare a nostra volta proposte – racconta Mariella Casti, edicolante sassarese e responsabile provinciale del Sindacato autonomo dei giornalai –. Siamo soddisfatti che ci sia attenzione da parte regionale verso i problemi che le nostre piccole imprese devono affrontare anche perché è la prima volta che se ne parla in termini di possibili soluzioni. Siamo pronti a dare il nostro contributo di idee, anche perché siamo noi ad essere sul campo e conosciamo la realtà quotidiana».

Per ora il presidente Solinas ha annunciato che le risorse per le edicole saranno previste nella prossima legge finanziaria, ma non ha anticipato quale potrebbe essere la quantità e a cosa debbano essere destinate con precisione. Tra le ipotesi c’è quella di allargare i compiti degli edicolanti con l’istituzione di infopoint per cittadini e turisti. Dalle edicole fanno presente che gli interventi a supporto dovrebbero incidere soprattutto sulla tassazione, che è molto alta. Il governo Conte aveva varato alcuni provvedimenti a sostegno, ma la crisi è così forte che altri aiuti economici sono ben visti. Altre Regioni stanno lavorando in tal senso: l’Emilia Romagna stanzierà 500 mila euro per le sue 1800 edicole.

Gli sgravi fiscali sono al top delle richieste. Gli edicolanti sardi che lavorano nei chioschi pagano il suolo pubblico ai Comuni ed è una tassa che incide parecchio sui loro bilanci. Così come la Tarsu, anche questa un pesante balzello. Non viene vista con sfavore l’idea di diventare un punto di informazione, ma qualcuno nutre dubbi che tutta la categoria possa avere le competenze necessarie. Nessuno si tira indietro di fronte alle novità che si aprirebbero – perché, comunque, il mondo cambia –, comprese quella di fornire, con un adeguato sistema di informatizzazione, servizi ai cittadini: dalle certificazione anagrafiche all’invio di corrispondenza.

Insomma, è tutto da costruire, ma la fiducia non manca. Nonostante il quadro generale non sia roseo. Dice Giuseppe Marchica, segretario generale del Sinagi, il sindacato nazionale giornalai: «Nel 2002 le edicole in Italia erano 43mila, nel 2007 sono scese a 39mila ed ora sono 26mila. Contemporaneamente è calato il reddito tanto da rendere questa professione sempre meno remunerativa».

«Se vogliamo salvare la carta stampata – aggiunge Renato Russo – occorre una programmazione seria, rivedere gli aggi, i rapporti con gli editori e la distribuzione, incentivare la lettura dei giornali da parte dei giovani. Perché non estendere, ad esempio, il bonus libri anche ai quotidiani?».

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