L’idea: edicole per il ritiro degli acquisti on line

Il leader dei distributori Liso appoggia l’iniziativa della Nuova per il salvataggio delle rivendite di giornali e riviste e fa la sua proposta. «In alcuni centri sono tra i pochi servizi rimasti, il cliente ne sarebbe soddisfatto»

SASSARI. È pronto a mettere a disposizione della Sardegna la capillare rete informatica di PrimaEdicola.it, che mette insieme 14mila rivendite in tutta Italia, per sfornare documenti e certificati della pubblica amministrazione. Appoggia l’idea di un “fondo di sostegno” regionale, lanciata dalla Nuova Sardegna e fatta propria dal governatore Solinas. Ma soprattutto ha una ricetta già pronta per rilanciarne l’attività dei giornalai nell’Isola, da servire sul piatto di chiunque voglia aderire al progetto.



Il diavolo. Ha guardato negli occhi il diavolo Andrea Liso, e con la “sua” M-Dis, la più grande società di distribuzione di giornali in Italia, gli ha proposto un sistema per fare entrambi ottimi affari. Da qualche settimana la società di cui è Ad, partecipata alla pari da Rcs e De Agostini Editore, con un 10% di Hearst Magazine Italia, ha infatti iniziato una collaborazione con Amazon, che potrebbe salvare la rete di edicole in Italia.

La partnership. L’oggetto della partnership è semplice quanto rivoluzionario: i clienti di Amazon Italia che desiderano ricevere il proprio ordine in un punto di ritiro che non sia la loro abitazione, possono infatti scegliere tra gli indirizzi della rete “Amazon Hub Counter” anche le edicole. «Al momento – spiega Liso – il servizio è riservato a 48 edicole di Milano e Torino aderenti al servizio “Punto di ritiro” di PrimaEdicola, il marchio di proprietà di M-Dis. Ma verranno presto coinvolte anche le altre 4mila edicole che già operano come punto di ritiro di PrimaEdicola.it in tutta Italia, Sardegna compresa».

La valanga. Una palla di neve che rotola e che si potrebbe trasformare in una valanga: «Diciamo un primo deciso passo verso la strada maestra che vorremmo intraprendere – spiega l’Ad proveniente dalla famiglia Rcs – prendere in mano la distribuzione di Amazon, che dovrebbe consegnare i prodotti nei nostri Hub, e lasciare a noi la diffusione nel territorio. Che noi conosciamo bene visto che ci occupiamo di portare ogni mattina in 30mila edicole 900 testate di 70 editori, per un totale di 1 miliardo di copie l’anno».

La mission. Numeri ancora da capogiro, con dietro una mission forte, che è proprio quella di salvare la rete delle rivendite dei giornali in tutta Italia. «Motivo per cui – sottolinea Liso, da qualche giorno in vacanza in Sardegna a Porto Taverna – non potevo che notare la campagna che la Nuova Sardegna sta facendo in questi giorni a sostegno delle edicole». Il suo giudizio? «Positivo, chiaramente. Forme di sostegno, e soprattutto di collaborazione, con il pubblico sono la base da cui partire. E anzi come M-Dis diamo fin da ora la nostra disponibilità a mettere a disposizione la nostra rete informatica per testare forme di partership con i Comuni, ad esempio, per il rilascio di certificati o attività similari. Condividiamo anche l’idea di fare diventare le edicole degli infopoint turistici, e in generale qualsiasi progetto di ampliamento dell’attività classica, in grave crisi».

Il piano. «Il nostro contributo alla soluzione del problema è però un altro – spiega Liso – ed è legato, come si conviene alla nostra natura di privato, alla creazione di un business remunerativo e duraturo. Che ha inoltre il merito di riavvicinare un particolare tipo di clientela all’edicola, e ai suoi prodotti storici».

Si va a casa del nemico insomma. Di quel Jeff Bezos campione di quell’economia digitale accusata di sradicare non solo migliaia di imprese e di posti di lavoro legati al retail tradizionale, ma con essi interi pezzi di civiltà sociale. «Eppure – spiega Liso – proprio il classico cliente Amazon, che ordina tutto on line, e che potrebbe essere interessato a farsi recapitare i suoi pacchi in una rete capillare e “amichevole” come quella gestita dai giornalai, è un tipo di target perfetto da portare, o spesso riportare, dentro un’edicola. È “informatizzato” certo, ma anche informato, e soprattutto ha una buona capacità di acquisto. E potrebbe essere facilmente incuriosito da un buon vecchio giornale cartaceo che magari non vede “dal vivo” da un po’».

Il futuro. Insomma, edicole come ultima tappa di un sistema di consegne che si affianchi a quello, già presente e operativo, dei giornali, con grandi risparmi economici per tutti. E allo stesso tempo luogo di riaggregazione (e “rieducazione” analogica) dei clienti digitali.

La rete. Il sistema è già in piedi: «Lavoriamo dal 2017 per IBS – Internet Booking Shop – sottolinea Liso – da circa un anno con ho.mobile (la low cost della Vodafone) e Nespresso, dall'inizio dell'anno con per Tigotà e da qualche settimana con Amazon. Grazie alla rodata logistica dei prodotti editoriali, portiamo in edicola ormai migliaia di pacchi alla settimana, rispettando i livelli di servizio definiti dai clienti che utilizzano altri canali in altri paesi europei. Siamo puntuali, e ai nostri clienti il contatto umano con l’edicolante, rispetto ai più freddi “locker” (i punti di ritiro self-service, presenti nelle grandi città) piace. In regioni complesse come la Sardegna poi, con alcuni piccoli paesi che di fatto hanno ormai solo l’edicola come servizio a disposizione, i vantaggi sarebbero ancora più evidenti. Le iniziative che abbiamo in piedi hanno già punte di eccellenza nell’Isola. Ora bisogna rendere “omogenea” l’offerta in tutto il territorio, fare dell’edicola un luogo riconoscibile dove accedere a un certo tipo di servizi».

Il business. «Chiaramente iniziative di sostegno da parte delle Regioni, come quelle che potrebbe mettere in campo la Sardegna e che sta sperimentando l’Emilia Romagna, sono utilissime. Ma a marciare deve essere il “business”. Noi siamo pronti. Anzi, siamo già partiti. E non abbiamo nessuna intenzione di fermarci».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes