Si sporge per scattare foto cade in mare e muore

Cuglieri: la vittima è un turista. Il corpo in balìa delle onde recuperato dopo ore

CUGLIERI. La passione per la fotografia, con un panorama unico, gli è stata fatale. Un uomo di una cinquantina d’anni, forse ospite di una hotel della zona, a tarda sera non erano ancora note le sue generalità, è morto ieri mattina poco dopo le 12 a S’Archittu, cadendo dallo Scoglio del Genovese.

A dare l’allarme una coppia di giovani che atterrita ha visto l’intera scena. L’uomo stava facendo alcune foto dalla sommità della scogliera quando è caduto proprio nell’insenatura che delimita l’arco. Probabilmente nell’urto ha sbattuto la testa e, svenuto, è morto annegato.

Sul posto richiamati dai turisti, gli uomini della Guardia Costiera e i vigili del fuoco, oltre ai carabinieri e agli uomini della locale compagnia barracellare. Nella tarda mattina è giunta anche una squadra di subacquei proveniente da Cagliari ma le condizioni meteo hanno impedito ai sommozzatori dei vigili di scendere e recuperare il cadavere, che ogni tanto affiorava dagli scogli.

I vigili hanno provato a stimare il tempo necessario per completare un intervento di recupero della salma, ma non c’erano le condizioni per operare in sicurezza. Tra una ondata e l’altra il tempo massimo di intervento era inferiore al minuto. Troppo poco per completare le operazioni. Visto che le correnti e il meteo non davano segnali di quietarsi, è stata scelta una strada più tradizionale; i barracelli hanno portato una rete da pesca, e trasformata in una grande coppo, è diventata lo strumento per cercare di recuperare il cadavere.

Dopo più di un’ora di tentativi, i vigili del fuoco sono riusciti a “pescare”, letteralmente, il corpo e a trascinarlo su.

Lo scoglio fatale che ha causato l’ennesima tragedia si chiama del Genovese perché, narra la leggenda, secoli fa qui si riparò non dalle onde, ma dai Mori, una nave della repubblica marinara ligure. Lo stesso scoglio è stato però anche luogo di naufragi, proprio a causa delle correnti, favorite anche dalla presenza di grotte sotterraneee che accentuano il moto ondoso. Da allora quello che è uno dei luoghi più visitati e fotografati dell’isola custodisce insieme a scorci indimenticabili anche storie tragiche, testimonianza di incidenti dovuti al gioco della risacca che quando entra il maestrale crea delle correnti incontrollabili, con la forza delle onde che può anche superare il costone roccioso e arrivare sino al promontorio che domina il piccolo golfo naturale. Nel filmato postato nel sito web della Nuova si vede la forza del moto ondoso ieri pomeriggio. In serata le onde erano ancor più grandi.

Lo scoglio del genovese pochi anni fa, proprio di questi giorni era stato tragico scenario di una tragedia che aveva colpito un giovane carabiniere di Oristano, Giandomenico Costa, che durante una immersione di pesca subacquea in apnea era stato colto da una fatale sincope. Il suo corpo era stato recuperato dopo quasi una giornata di frenetiche ricerche che avevano visto impegnati oltre ai sommozzatori dell’Arma e dei vigili anche tanti volontari. Le acque antistanti di S’Archittu sono speciali, per gli amanti della fotografia, per i pescatori dilettanti e professionisti, per i turisti, che cercano di catturare immagini spettacolari soprattutto con il mare agitato.

Purtroppo l’imprudenza, e forse la non conoscenza dei luoghi, hanno giocato un tiro mortale al povero fotografo. (ha collaborato Piero Marongiu)

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