I sindacati: su Aras la Regione non risponde

Da Cgil, Uil e Sadirs ultimo appello all’assessora Murgia e al governatore Solinas: poi mobilitazione

CAGLIARI. I sindacati parlano di “silenzio tombale” dell’assessorato all’agricoltura e del governatore riguardo alla vertenza Aras (l’associazione che si occupa dell’assistenza tecnica alle 12mila aziende zootecniche sarde tramite i suoi veterinari e agronomi). E sono decisi a riprendere le proteste vista «l’assenza di risposte sulla mancata emanazione dei bandi Laore e il blocco delle procedure per l’applicazione della legge regionale 47/2018. che prevede l’inquadramento nell’agenzia Laore dei dipendenti.

I segretari del comparto Regione Enrico Lobina (Cgil-Fp), Giampaolo Spanu (Uil Fpl) e Luciano Melis (Sadirs) hanno scritto all’assessora Gabriella Murgia e al governatore Christian Solinas: «Prendiamo atto che non intendete rispondere alle richieste formulate con la nostra nota del 4 settembre scorso in ordine alla mancata emanazione dei bandi per le procedure di assunzione previste dalla 47/2018» affermano i segretari, che chiedevano anche conferma dell’esistenza di una nota con la quale la Regione avrebbe intimato al direttore generale facente funzione di Laore di non procedere all’emanazione dei bandi con la conseguente «arbitraria e strumentale interpretazione dell’articolo 30 comma 1 della legge regionale 31/1998 in materia di sostituti dei direttori generali». In pratica, secondo la Regione un facente funzione non potrebbe prendere decisioni che vanno oltre l’ordinaria amministrazione, ma i sindacati contestano il fatto che l’emanazione dei bandi Laore sarebbe solo la conclusione di una procedura già conclusa e quindi nulla osterebbe.

«Denunciamo quindi la scelta di non consentire la trasparenza sulla vicenda e la conoscenza degli atti adottati e la volontà di non assumere la responsabilità degli stessi» affermano le sigle, commentando che «in sostanza, prima si lancia il sasso e poi si nasconde la mano: un comportamento disdicevole sempre, ma che in questo caso, con in gioco a brevissima scadenza gli stipendi e la serenità di 250 lavoratori e delle loro famiglie, assume contorni di particolare gravità e cinismo».

«Rivolgiamo al presidente della Regione – concludono i sindacalisti – un ultimo e sentito appello perché intervenga immediatamente, imponga il rispetto della legge e di tutti i numerosi atti applicativi faticosamente perfezionati dal febbraio scorso in poi, e decida di chiudere una buona volta questa vertenza, nell’interesse non solo dei dipendenti coinvolti ma anche delle aziende zootecniche ed agricole sarde. In caso contrario non ci saranno alternative alla immediata ripresa delle azioni di protesta e di lotta dei lavoratori». (a.palmas)

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