L'università di Sassari: crollo del 95 per cento a giugno per il turismo sardo

La sede dell'università di Sassari, immagine di repertorio

La ricerca conferma l'allarme lanciato da Federalberghi. Studio condotto da Giacomo del Chiappa, docente di Marketing del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'ateneo sassarese

CAGLIARI. È passato poco meno di un mese dalla ripresa della mobilità dopo il lockdown dovuto alla pandemia e il primo bilancio degli operatori turistici non si discosta dalla disastrosa fotografia annunciata da Federalberghi Sardegna: l'ultimo dato sul fatturato del mese di giugno 2020 registra un crollo del 95% rispetto allo scorso anno. A peggiorare il quadro ci sono ora i dati di una ricerca dell'Università di Sassari che ha coinvolto gli operatori del settore. «Difficoltà di accesso alla Sardegna, scarsa e errata comunicazione da parte delle istituzioni nella fase 3 e promozione della destinazione latitante»: questi gli ostacoli denunciati dalle imprese delle vacanze.

L'indagine è stata realizzata da Giacomo del Chiappa, docente di Marketing del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'ateneo sassarese. Lo studio si è basato su un campione di 360 strutture ricettive dell'Isola, tra hotel ed extra alberghiero. I turisti che hanno prenotato sono per lo più italiani: il 75%, di cui il 22% sardi. Gli stranieri sono solo il 25%, concentrati nella seconda parte della stagione. Queste prenotazioni determinano un tasso di riempimento che non supera il 10% delle camere disponibili nel 43% degli alberghi a luglio, 30% ad agosto, 55% a settembre e 79% a ottobre. Il 30% di riempimento, inoltre, non viene superato dal 79% degli hotel a luglio, dal 71% ad agosto, 84% a settembre e 92% a ottobre. Sono le cancellazioni arrivate prima del 3 giugno a dare il quadro della perdita già maturata. Per il mese di luglio quasi il 40% delle strutture sta registrando un crollo di oltre il 60%, perse due prenotazioni su tre. Per gli altri mesi il dato si riduce, ma resta negativo. Nella ricerca sono stati analizzati anche i canali da cui stanno arrivando le prenotazioni: meno agenzie di viaggio o portali web (46%), in fase post Covid turisti preferiscono il canale diretto con la struttura attraverso il telefono, la mail e il sito (54%).

Tra le criticità, spiccano come sempre i trasporti: il 66,3% degli operatori pensa che le modalità di accesso all'Isola limitino le prenotazioni e le richieste di vacanze in Sardegna. Ancora più specifico il quesito relativo alle spiagge: gli operatori non trovano sufficientemente chiare (il 66,8%) le regole di fruizione degli arenili. (Ansa).

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