Dall’autopsia la verità sulla morte di Valentina

Esami tossicologici sulla 26enne di Quartu annegata nelle acque del Coghinas

SASSARI. L’autopsia e l’esame tossicologico che verranno eseguiti domani dal medico legale di Sassari Francesco Serra serviranno a dare qualche risposta in più sulla morte di Valentina Casu, la 26enne di Quartu Sant’Elena annegata nelle acque del Coghinas nella notte tra sabato e domenica.

Gli accertamenti disposti dal procuratore della Repubblica di Tempio Gregorio Capasso e dal sostituto Laura Bassani potrebbero chiarire con maggiore precisione le cause della morte di questa giovane donna. Una risposta attesa dagli inquirenti ma, ancor più, dai familiari e dai tanti amici che da domenica non riescono a darsi pace.

La natura la amava da sempre, Valentina. La sua vita ruotava tra escursioni in mezzo al verde, viaggi e avventure tra le bellezze archeologiche della Sardegna. A giugno aveva partecipato al solstizio d’estate tra i menhir e i megaliti di Pranu Muttedu, a Goni. Perché lei era fatta così, i suoi occhi brillavano e si riempivano di entusiasmo quando stava in mezzo al verde, all’aria aperta.

Forse è anche per questo che con un gruppo di amici aveva deciso di partecipare al “Viddalba river splash”, il festival di musica reggae lungo le sponde del fiume Coghinas, vicino alle terme di Casteldoria.

Le tende, l’accampamento, gli amici, la musica. Semplici ingredienti per rendere indimenticabile una serata d’estate. A maggior ragione quando si hanno 26 anni.

E invece stavolta Valentina è stata tradita dalla sua passione. A un certo punto della notte la comitiva ha deciso di fare un bagno. Erano le 4 del mattino ed era un po’ tardi, certo, ma quando l’atmosfera è quella giusta, quando quei famosi ingredienti si mescolano perfettamente, sei capace anche di dimenticare le ore di sonno che sarebbe consigliabile fare.

Si sono tuffati tutti insieme, poi qualcuno è uscito dall’acqua perché sentiva freddo – è questa la ricostruzione che i carabinieri di Valledoria hanno ipotizzato dopo aver ascoltato diversi testimoni – Lei voleva stare ancora in acqua e infatti mentre gli altri si rifugiavano nelle rispettive tende del campeggio libero, Valentina avrebbe deciso di trattenersi ancora.

E qui c’è il primo gigante interrogativo: qualcuno degli amici si è reso conto che la 26enne era rimasta sola? E se sì hanno provato a parlarle? A suggerirle che con quella temperatura sarebbe stato forse opportuno uscire dall’acqua? Sono le stesse domande che al momento si stanno ponendo i familiari di Valentina che hanno bisogno di capire cosa sia successo sabato notte. Un malore o un incidente?

I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo della giovane su un fondale di circa due metri e mezzo. Erano le 15.40 di domenica, quasi dodici ore dopo l’immersione. Le risposte dei ragazzi che erano con lei potranno chiaramente fornire una parziale verità che potrà però integrare quella “scientifica” e attendibile dell’autopsia e degli esami tossicologici.

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