Un’alleanza tra produttori per tutelare “is culurgionis”

Nasce il consorzio di tutela del marchio Igp: sei soci fondatori con 50 addetti

TORTOLÌ. Nessuna imitazione di pessima qualità finirà nella tavola dei consumatori che amano “is culurgionis”. La panciuta pasta fresca, ripiena di patate e pecorino che non può mancare nelle tavole ogliastrine delle feste, avrà la tutela che si merita. A quasi quattro anni dall’ottenimento del prestigioso marchio di Indicazione geografica protetta, alcune aziende hanno costituito il Consorzio di tutela dei “culurgionis” d’Ogliastra.

La costituzione dell’organismo, che ha sede nella zona industriale di Tortolì, nei locali della Cna l’ associazione che ha dato un importante contributo sia nell’iter di acquisizione dell’Igp, sia nel processo di costituzione, arriva a quasi quattro anni dall’ottenimento del prestigioso riconoscimento che inserisce il più pregiato dei piatti ogliastrini nell’olimpo delle eccellenze.

«Si tratta di un punto di partenza e non d’arrivo: miriamo ad aumentare sensibilmente il numero degli iscritti e le quantità prodotto» ha dichiarato Vito Arra appena eletto alla guida del Consorzio di tutela costituito da sei soci fondatori: il Laboratorio di pasta fresca di Richard Marci di Cardedu, Cospat società cooperativa di Ilbono, Italagourmet srls di Tertenia, il pastificio Sapori di Sardegna di Tiziana Loi di Loceri, Muceli&Lotto snc di Jerzu, i Sapori d’Ogliastra di Vito Arra di Lanusei. Realtà imprenditoriali che, complessivamente, occupano una cinquantina di addetti e che lo scorso anno hanno prodotto oltre 254mila chili di “culurgionis” con il logo Igp. La loro missione è ora quella che di dare vita ad una nuova fase nella tutela, promozione e valorizzazione della specialità locale, missione per la quale c’è bisogno del contributo di tutti.

«Possono far parte del Consorzio - ha sottolineato a questo riguardo Arra - , tutti i produttori e anche i meri confezionatori che hanno sede nell’areale di produzione e che si iscrivono al sistema di controllo». Il marchio Igp è destinato ai produttori dei comuni di Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai, Villagrande Strisaili e per tradizione consolidata anche Esterzili, Sadali ed Escalaplano, che seguano il rigido disciplinare di produzione ma non solo. «Intendiamo promuovere la partecipazione di pastifici, strutture di confezionamento, ristoranti, aziende agrituristiche o strutture ricettive che abbiano i requisiti e ci rendiamo disponibili per fornire tutte le informazioni necessarie agli interessati - ha sottolineato il neo presidente -. Abbiamo segnato un percorso, ma ci attende ora un lavoro se possibile anche più gravoso e arduo: tutelare il più pregiato prodotto ogliastrino da imitazioni di scarsa qualità e da usurpazioni. Non solo, puntiamo a promuovere questo straordinario piatto e con lui, a diffondere il nome dell’Ogliastra e della Sardegna, in Italia e nel mondo».

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