Un avvocato nuorese a capo dell’Anticorruzione

Giuseppe Busia nominato dal Consiglio del ministri: succede a Raffaele Cantone. È stato segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali

SASSARI. L’avvocato nuorese Giuseppe Busia è il nuovo presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Succede al magistrato Raffaele Cantone. Del consiglio dell’Anac farà parte anche il magistrato Luca Forteleoni (già Pm a Nuoro) insieme a Laura Valli, Paolo Giacomazzo e Consuelo del Balzo.

Avvocato nuorese, classe 1969, Giuseppe Busia è stato vice capo di Gabinetto del Ministero dei beni culturali, nel 2006 (secondo governo Prodi con Francesco Rutelli ministro). Ha ricoperto anche l’incarico di presidente della Sfirs (ai tempi della giunta regionale di Renato Soru). Dal 2012 è stato segretario generale presso il Garante per la protezione dei dati personali, guidato dal nuorese Antonello Soro, ex capogruppo Pd alla Camera.

Laureato in giurisprudenza con lode all’Università di Roma La Sapienza, ha conseguito un dottorato di ricerca in “Teoria dello Stato e istituzioni politiche comparate” nello stesso ateneo con una tesi sui vincoli internazionali in materia di finanza pubblica, e un dottorato di ricerca in “Diritto dell’economia” alll’Università degli Studi di Foggia con una tesi sul Referendum costituzionale.

Svolge e ha svolto attività di docenza in vari atenei: Università di Roma La Sapienza, Università di Roma Tre, Università di Roma Tor Vergata, Università Luiss Guido Carli, Università degli studi di Foggia, Scuola superiore della pubblica amministrazione, Scuola superiore dell’economia e delle finanze, Scuola superiore di polizia, Link Campus University di Roma.

Dal 2006 al 2008 è stato segretario della Conferenza Stato-Regioni e direttore dell’Ufficio di segreteria della Conferenza Stato-Regioni e segretario della Conferenza unificata Stato-Regioni- Autonomie.

Ora è chiamato a guidare l’Anac che ha tra i propri obiettivi quello della «prevenzione della corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, nelle società partecipate e controllate anche con l’attuazione della trasparenza in tutti gli aspetti gestionali». Dovrà anche vigilare su contratti pubblici, incarichi e «in ogni settore della pubblica amministrazione che potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi, orientando i comportamenti e le attività degli impiegati pubblici».

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