Giallo in Costa Smeralda, dopo il blitz di Porto Cervo il duello tra gli avvocati

Versioni contrastanti tra il padre e la madre della bimba riportata a Montecarlo. L’uomo contrattacca: «Tutto falso». La donna esibisce i certificati medici

PORTO CERVO. Accuse, controaccuse, smentite, referti medici. Quello che è stato definito il giallo della Costa Smeralda dell’estate del post-Covid, ovvero la fuga della manager russa con la figlia contesa all’ex compagno dopo un violento scontro in un residence di Liscia di Vacca, a Porto Cervo, registra un nuovo intervento del padre della bambina, che ha otto anni.

L’uomo, che ha denunciato l’ex compagna per averle sottratto la bambina con l’aiuto di un bodyguard, respinge la versione della donna, che a sua volta, l’ha accusato di essere lui l’aggressore. Per il 49enne romano, parlano i suoi legali, gli avvocati Francesca Fiori e Valentina Vaccaro.

«Nell’interesse del nostro assistito – scrivono in una dichiarazione – contestiamo integralmente le dichiarazioni rese dalla signora, in quanto non aderenti al vero lasciando all’autorità giudiziaria l’accertamento dei fatti, confidando nella massima celerità tenuto conto delle gravi ripercussioni sulla minore. A tal proposito si osserva che dal giorno del fatto il padre non ha più alcuna notizia della figlia, né sa dove realmente si trovi perché la madre si è resa per lui irraggiungibile».

I due legali annunciano anche di aver ricevuto il mandato per presentare querela per le accuse lanciate dalla manager russa. Che a sua volta, secondo quanto riferisce il suo legale, l’avvocato Sabrina Mura, sta muovendo i suoi passi per corroborare con ulteriori elementi la denuncia presentata dopo la fuga da Porto Cervo alla questura di Imperia, la più vicina alla residenza di Montecarlo dove fino a poche settimane fa viveva pacificamente con la bambina.

La donna, che ha già presentato un certificato medico per segni sul collo, nella caduta avrebbe riportato ferite anche alla schiena. La piccola, che da 5 anni vive con la madre nel Principato di Monaco, stava trascorrendo un periodo di vacanze col padre a Porto Cervo.

Al momento di tornare con la madre, a metà luglio, è cominciato uno scontro giudiziario risolto temporaneamente dal tribunale di Sassari, lasciando la bambina con il padre fino a settembre. Martedì scorso, la madre si è presentata a Porto Cervo per vederla: le comunicazioni, nell’ultimo periodo, pare fossero diventate difficili.

Su ciò che è accaduto accanto alla piscina del residence le versioni sono diametralmente opposte. L’unica cosa certa è che la donna è scappata con la bambina ed è tornata con lei, pare, a Montecarlo. Dove, peraltro, i suoi legali si sono rivolti al tribunale monegasco.

L’ex compagno ha presentato denuncia ai carabinieri di Porto Cervo per sottrazione di minore, violenza privata e violazione di domicilio. Secondo l’uomo, l’ex compagna avrebbe agito con l’aiuto di uomo, uno slavo, che l’ha aggredito e bloccato per favorire la fuga della donna con la bambina.

La manager russa, nella sua denuncia, come riferito dal suo legale, ribatte accusando di aggressione l’ex compagno che l’avrebbe presa alle spalle mentre abbracciava la bambina, facendola cadere sui gradini.

La donna dice di essere fuggita con la figlia per la paura e nega di essere stata accompagnata da un bodyguard. (a.se.)

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