Porto Rotondo, devastate e saccheggiate le opere d’arte della mostra

Danni per 200mila euro a sette sculture installate in un percorso del borgo

PORTO ROTONDO. Spaccate con violenza, brutalmente decapitate e, in alcuni casi, saccheggiate. Le opere d’arte dell’ottava tappa della Bias, la Biennale internazionale di arte sacra contemporanea, da settimane esposte a Porto Rotondo, sono finite in una spirale di atti vandalici e di violenza gratuita che, giorno dopo giorno, hanno gravemente danneggiato le prestigiose sculture e le installazioni che davano vita ad un piacevole percorso di arte e cultura nell’antico borgo turistico, ambizioso progetto della Fondazione Donà dalle Rose. Ad essere colpite, in particolare, le opere dei fratelli Cristiano e Patrizio Alviti, scultore e pittore, noti al grande pubblico come “Alvitiart”, quelle di Rosa Mundi, artista di cui si conoscono le opere ma non il volto, e di Margherita Grasselli, artisti Bias insieme a Camilla Ancilotto, grandi promesse femminili nel panorama contemporaneo. Sette delle venti opere esposte dai cinque artisti tra piazza Cascella, piazza Ceroli e la vecchia darsena, sono state devastate con brutalità: i vandali si sono accaniti notte dopo notte contro le sculture. Basta guardare la statua di Alvitiart per avere un’idea della brutalità di quanto accaduto: prima è stato distrutto un piede, poi, nelle notti successive, è stata addirittura decapitata. Anche peggio è andata all’opera di Rosa Mundi: praticamente rubata. I vandali hanno lasciato solo la cornice esterna. Opere d’arte del valore di oltre 200mila euro, devastate. «Colpite dalla furia dell’ignoranza e dalla violenza più bieca», commentano con profondo rammarico gli organizzatori e gli artisti. È stata già presentata denuncia alle forze dell’ordine. Ingenti i danni economici, oltre che d’immagine. La Fondazione annuncia che sosterrà il restauro delle opere danneggiate.

Francesco e Chiara Donà dalle Rose, sulle orme di Nicolò e Françoise Donà dalle Rose a capo della Fondazione Donà dalle Rose, dopo più di un ventennio di attività e di promozione dell’arte e della cultura del collezionismo, ci tengono a sottolineare che «nonostante la gravità di quanto avvenuto, Bias non si ferma di fronte all’inciviltà di un manipolo di vandali. Non si piega né retrocede ma, anzi, reagisce e risponde con un atto assoluto di coraggio sostenendo il restauro delle opere danneggiate e confermando la propria presenza a oltranza a Porto Rotondo. Verranno comunque adottati provvedimenti e tramite l’aiuto sia delle forze dell’ordine sia di chi vorrà aiutarci con eventuali segnalazioni, siamo certi che si risalirà ai colpevoli e che questa triste parentesi verrà presto chiusa».

L’ottava tappa Bias – Biennale internazionale di arte contemporanea sacra delle religioni e credenze dell’umanità, era stata inaugurata il 24 luglio in piazzetta San Marco. La mostra era partita da Venezia il 12 giugno scorso con l’inaugurazione nell’antico porto della Marina di Sant’Elena, nel cuore della Repubblica Serenissima di Venezia città da cui proviene la famiglia Donà dalle Rose. Cento gli artisti selezionati tra gli oltre 1500 partecipanti da tutto il mondo a questa terza edizione, incentrata sul tema “Il gioco del tempo, il tempo del gioco”. Dei cento artisti selezionati, cinque sono sbarcati in Sardegna e nelle ultime tre settimane, con le loro opere, avevano ulteriormente valorizzato Porto Rotondo. Ma col passare dei giorni, l’azione dei vandali è diventata insostenibile. Ieri, la denuncia pubblica sullo scempio subìto. «Veritas filia temporis – dice la direttrice Bias, Chiara Modica Donà dalle Rose –. Tre cose non possono essere nascoste a lungo: il sole, la luna e la verità. I colpevoli e coloro che li hanno allevati e sostenuti in tutta evidenza, come le menzogne, hanno le gambe corte. Bias e gli artisti che la rappresentano rivolgono la loro attenzione, anche in questo triste frangente, unicamente al ripristino del bello, testimoniando amore e rispetto per la terra di Sardegna, ignorando la viltà e la straripante ignoranza di chi è stato capace di tali atti vandalici». (t.s.)

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