Notti vip, chiude il Billionaire Briatore contro il sindaco di Arzachena

L’imprenditore contesta lo stop alla musica voluto da Roberto Ragnedda: «Lavorare in queste condizioni è impossibile, è un amministratore incapace»

PORTO CERVO. È una questione di decibel, ma non solo. Al culmine della stagione turistica più difficile di sempre, il Billionaire alza la bandiera bianca: «In Costa Smeralda sono stati applicati divieti ancora più severi rispetto a quelli emanati dal governo – spiega Roberto Pretto, amministratore unico della società che gestisce il locale di Porto Cervo –. La musica deve cessare a mezzanotte e prima non può superare i 65 decibel. Queste condizioni ci costringono a chiudere».

Tutti a casa, quindi. Compreso il proprietario, Flavio Briatore, che è già Montecarlo. Prima, però, l’imprenditore piemontese se la prende con il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, autore dell’ordinanza che ha silenziato la musica in tutta la Costa Smeralda: «Ha adottato criteri disomogenei e incongruenti. È una follia – attacca Briatore –. Imporre un limite di 65 decibel equivale ad imporre il silenzio ad un locale dove la musica è fondamentale. Non possiamo restare aperti a queste condizioni». Le alternative, secondo Briatore, non mancavano: «Sarebbe bastato limitarsi a recepire il decreto del presidente del Consiglio, si alla musica ma senza il ballo. È un controsenso ma si poteva fare, i numeri che abbiamo fatto in queste settimane lo dimostrano. Abbiamo riportato la scena della Costa Smeralda in tutto il mondo e l’abbiamo fatto noi, gli operatori turistici, non certo il sindaco di un Comune che dovrebbe fare di tutto per tutelare il turismo ma che invece non ha fatto nulla nemmeno per provare ad allungare la stagione». Briatore, in un videomessaggio diffuso in serata, ha rincarato la dose: «È un altro grillino incapace schierato contro il turismo, chiedo scusa ai miei dipendenti da parte sua». Tra i due non è mai nato un rapporto: «L’ho visto solo una volta in tre anni. Sarebbe potuto venire per vedere come andavano le cose e come ci eravamo organizzati. Invece nulla. Avrebbe potuto convocare gli operatori, si sarebbe potuto discutere il problema e poi avrebbe comunque preso le sue decisioni. Invece è uscito all’improvviso con una misura assurda che non eguali in tutta Italia».

Le visioni di Briatore e Ragnedda, evidentemente, sono distanti: «Mi sembra che la situazione sanitaria in Costa Smeralda sia sotto controllo – aggiunge Briatore –, non ci sono numeri preoccupanti riguardo al contagio. In più noi abbiamo lavorato in sicurezza riducendo la capienza del locale da 700 a 350 persone, facendo rispettare le distanze e organizzando uno spettacolo apprezzatissimo adatto a questo tipo di serate. Tutto il mondo ha parlato della Costa Smeralda, come non accedeva da anni. Ci hanno raggiunto tante celebrità dello spettacolo e dello sport e questo ha riacceso l’interesse sulla Sardegna che ora rischia di naufragare insieme a tutta la destinazione turistica». Oltre al glamour e al ritorno d’immagine, Briatore sottolinea anche l’impatto economico della sua struttura sul territorio: «Chiuderemo in anticipo e saremo costretti a rimandare a casa 200 persone, tra cui moltissimi giovani sardi. È vero che l’intenzione era chiudere a fine agosto ma sino al 23 eravamo pieni e saremo andati avanti sino a quando il movimento turistico lo avrebbe permesso».

Anche il futuro delle serate in Costa è argomento di discussione: «Ora i ragazzi dove andranno? – chiede Briatore –. Il sindaco non penserà che stiano a casa. Usciranno come hanno sempre fatto, si incontreranno e faranno quello che fanno i giovani. Solo che avverrà tutto senza alcun controllo, il che dal mio punto di vista è molto più rischioso. E non si pensi che questo sia il virus del panettiere, che lavora solo di notte, perché gli assembramenti ci sono anche di giorno». L’ultimo attacco è mirato al futuro della destinazione: «Avevamo ripreso la stagione per i capelli ma questa decisione rischia di mandare tutto a monte anche per il futuro. Proprio non capisco, il governatore Solinas aveva riaperto l’isola poi è arrivato il sindaco e ha mandato tutto all’aria. Forse con questa ordinanza voleva rovinare il Nikki beach (un altro locale della Costa, ndr). Forse ci è riuscito ma si è portato appresso tutta la zona. Noi investiamo capitali poi dobbiamo fare i conti con chi invece il turismo non lo vuole. Siamo campioni del mondo quando si tratta di darci la zappa sui pedi da soli».
 

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