La ministra del Lavoro: «In campo per Air Italy e per creare occupazione»

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo

Nunzia Catalfo nell'intervista alla Nuova conferma i 10 mesi di cig per i dipendenti del vettore. C'è un piano per l'isola: «Dal sostegno al turismo ai percorsi di formazione»

SASSARI. L'obiettivo ambizioso è non lasciare a terra nessuno e garantire - dopo il periodo della cassa integrazione - la ricollocazione per gli oltre 1400 dipendenti della compagnia Air Italy in liquidazione. La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo assicura che l'impegno è massimo, con tre ministeri coinvolti nella delicatissima vertenza. Ma non ci sono solo i trasporti aerei nell'agenda dell'esponente M5s. La Catalfo parla di un vero Piano per la Sardegna, regione dall'economia già fragile duramente provata dal Covid. Con una attenzione particolare verso il segmento turistico e i tantissimi lavoratori rimasti a spasso.

Ministra, la vertenza Air Italy è arrivata a un momento cruciale, dopo lo stop in periodo Covid è ripartita la procedura e 1453 lavoratori, tra la Sardegna e la Lombardia, rischiano il licenziamento. L'azienda ha convocato i sindacati per domani 24 agosto. Lei aveva dato il via libera a 10 mesi di cassa integrazione, conferma la volontà di garantire gli ammortizzatori sociali?

«Sì ed è un obiettivo che è già stato raggiunto. Infatti la norma, a seguito di un confronto che ho avuto ad inizio agosto sia con i sindacati sia con i commissari straordinari della compagnia aerea, è stata inserita nel Decreto Agosto pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale dopo l'approvazione in Cdm. Ciò a testimonianza di come, in questo momento, il governo ritenesse assolutamente necessario garantire il sostegno al reddito per i 1.453 dipendenti e le loro famiglie».

Cassa integrazione a parte, che prospettive ci sono per i lavoratori? Il decreto Rilancio prevedeva il riassorbimento nella newco Alitalia, questa ipotesi resta in piedi?

«Con il ministero dello Sviluppo economico e quello dei Trasporti siamo al lavoro per garantire la massima continuità occupazionale dei dipendenti di Air Italy. Stiamo valutando tutte le prospettive possibili e a breve presenteremo ai sindacati le prime proposte».

L'isola usciva a fatica dalla crisi e poi è arrivato il Covid. Che autunno ci aspetta?

«Nella fase più acuta dell'emergenza siamo intervenuti proprio per dare protezione sociale a lavoratori, famiglie e imprese. In Sardegna, dati Inps alla mano, oltre 95mila persone hanno beneficiato della cassa integrazione, quasi 140mila hanno percepito il bonus 600 euro, 4.400 hanno richiesto il congedo parentale e 14.300 sono state le domande di Reddito di emergenza. In vista dei prossimi mesi, gli ultimi dati a disposizione del mio ministero indicano una tendenza al recupero del numero di posizioni lavorative create in Italia a partire dalla seconda metà di giugno: più 150mila unità. Scendendo nel particolare, si può vedere come la crescita delle attivazioni nette sia stata particolarmente marcata nel Sud e nelle isole e nelle regioni del Nord Est, a maggiore vocazione turistica. Con l'esonero contributivo al 100% per 6 mesi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato inserito nel Dl Agosto puntiamo a favorire oltre 410mila nuove assunzioni da qui a fine anno. E grazie alla decontribuzione per il Sud, che riguarderà anche la Sardegna, garantiamo uno sgravio del 30% dei contributi per tutti i dipendenti nelle aree più svantaggiate del Paese».

In Sardegna ci sono circa 100 vertenze sul lavoro aperte.

«Sui tavoli di crisi che riguardano la Regione è al lavoro la sottosegretaria Todde: un importante risultato ottenuto i primi di agosto è l'accordo sul prezzo dell'energia siglato tra Sider Alloys ed Enel, arrivato dopo uno stallo durato oltre otto anni, che consentirà di procedere celermente con la ripresa delle attività produttive del sito di Portovesme».

Tra i settori più penalizzati c'è il turismo. Il problema riguarda soprattutto gli stagionali che percepiranno una Naspi ridottissima. Sono previsti interventi di sostegno verso il comparto?

«Consci del fatto che il turismo è uno dei settori che ha più risentito e risentirà degli effetti del Coronavirus, abbiamo previsto numerosi interventi sia dal lato dei lavoratori sia delle imprese. Con i decreti Cura Italia e Rilancio eravamo già intervenuti per sostenere questo comparto: oltre alla Cig e ai bonus per i lavoratori, compresi quelli assunti con contratto a tempo determinato pur appartenendo alla categoria degli stagionali, penso per esempio ai contributi a fondo perduto per imprese e operatori turistici con un fatturato fino a 5 milioni di euro e il cosiddetto bonus vacanze che ha superato 1,3 milioni di richieste. Con il Dl Agosto, insieme al ministro Franceschini, abbiamo previsto la proroga della cassa integrazione per altre 18 settimane, un ulteriore rafforzamento delle indennità - mille euro - per i lavoratori autonomi e stagionali del settore turistico, una decontribuzione al 100% per nuove assunzioni a tempo indeterminato, determinato e per chi rientra dalla Cig più l'estensione di una serie di misure che vanno dall'esenzione della seconda rata Imu 2020 per alberghi, villaggi, campeggi, bed and breakfast e residence all'esonero del pagamento della Tosap per ristoranti e stabilimenti balneari fino a fine anno. Sempre con Franceschini stiamo portando avanti dei tavoli con le parti sociali al fine di valutare nuovi interventi per questo settore».

Con lo sblocco dei licenziamenti si aprirà una vera e propria emergenza occupazionale, quali strumenti utilizzerà il Governo per arginarla?

«È uno scenario che, con gli interventi che abbiamo già varato e con quelli che metteremo in campo nel prossimo futuro anche grazie alle risorse che arriveranno dall'Europa, vogliamo scongiurare. Investimenti nel digitale, in economia verde, grandi infrastrutture sono delle assolute priorità anche per la creazione di nuovi posti di lavoro. E poi dobbiamo riformare gli ammortizzatori sociali e puntare su formazione, politiche attive e nuove competenze, di cui il Fondo istituito con il Dl Rilancio è la pietra angolare».

L'impoverimento generale e la perdita di posti di lavoro potrebbe comportare un aumento delle richieste di reddito di cittadinanza soprattutto in alcune aree del Paese tra cui la Sardegna. Lo Stato è in grado di dare risposte soddisfacenti?

«Sì e per farlo, proprio in questi giorni, sto ultimando insieme ai miei tecnici i progetti da presentare all'Europa per avere accesso agli stanziamenti del Recovery Fund. La già citata formazione, l'empowerment femminile, un investimento su quegli strumenti che favoriscano la futura occupabilità dei nostri giovani - come il collegamento del mercato del lavoro con i percorsi di formazione sia secondari che universitari, staffetta generazionale con incentivi alle assunzioni di giovani, revisione e potenziamento del contratto di espansione, apprendistato e sistema duale - sono alcuni esempi. Abbiamo un'occasione unica, dobbiamo sfruttarla appieno».

Con il Covid lo smart working è entrato a fare parte della vita quotidiana di moltissime aziende e lavoratori. Come giudica i risultati ottenuti sinora? Ritiene giusto incentivarlo a anche in assenza (come ci auguriamo) di nuovi lockdown?

«Lo smart working si è rivelato uno strumento fondamentale per garantire ad interi settori produttivi di continuare ad operare durante il lockdown nel rispetto delle normative anti-Covid. Terminata la fase di emergenza, il lavoro agile potrà certamente continuare ad essere applicato evitando però effetti distorsivi, penso soprattutto ai rischi di sovraccarico di lavoro per le donne. Per questo un ruolo centrale deve essere svolto dal diritto alla disconnessione. Ne parlerò il 24 settembre al tavolo con le parti sociali».

In Sardegna a settembre si vota per le Suppletive al Senato nel collegio di Sassari e viene proposta a livello territoriale l'alleanza Pd-M5s. Ritiene sarebbe stato utile andare uniti anche nelle altre realtà in cui si voterà o pensa che i due simboli possano viaggiare separati?

«Ritengo che la possibilità di un percorso comune possa essere utile laddove si presentino le condizioni, cioè unità di vedute su programmi e idee com'è avvenuto in Liguria con il candidato governatore Ferruccio Sansa e per le suppletive in Sardegna con Lorenzo Corda. Da parte del M5s non ci sono preclusioni di sorta, l'importante è che cosa si vuole fare per migliorare la qualità della vita dei cittadini».

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