L’Antitrust riduce gli sportelli del Banco

L’Istituto, che ha inglobato lo scorso anno dieci filiali ex Unipol Banca, ne deve cedere cinque entro il 18 settembre

CAGLIARI. Entro il 18 settembre il Banco di Sardegna perderà cinque sue filiali.

Non per scelta sua o dell’azionista Bper, ma per volontà dell’Antitrust, che è intervenuta già lo scorso anno chiedendo una piccola cura dimagrante all’istituto e che adesso ha prorogato il termine finale per completare la cessione degli sportelli a un soggetto terzo.

Tutto nasce dall’acquisto di Unipol Banca da parte della Banca Popolare dell’Emilia Romagna del luglio del 2019 e dagli altri importanti cambi azionari che ne sono conseguiti. Unipol Banca è stata acquisita a febbraio del 2019 per 220 milioni di euro da Bper.

Nella stessa operazione finanziaria la Fondazione Banco di Sardegna ha ceduto il 49 per cento del capitale del Banco alla Bper, che ha pagato la Fondazione sia cash che in azioni.

L’operazione della cessione di Banca Unipol a Bper ha comportato che le filiali della penisola siano transitate sotto le insegne di Bper, mentre in Sardegna le filiali di Banca Unipol, in tutto dieci, sono diventate filiali del Banco di Sardegna.

Ma l’intera operazione è stata autorizzata dall’antitrust «a condizione di dismettere gli sportelli di Unipol Banca nelle aree geografiche problematiche, a un soggetto indipendente e in grado di essere un concorrente effettivo o potenziale nel mercato». Per l’isola gli sportelli da dismettere sono cinque, la metà della dote ex Unipol Banca. E il Banco non può scegliere quali sportelli cedere. Deve cedere i cinque espressamente indicati dall’Antitrust.

E quindi le filiali ex Unipol Banca, ora Banco di Sardegna, che saranno cedute sono quelle di Alghero in via XX Settembre, di Sassari in via Giagu, di Nuoro in piazza Italia, di Terralba in viale Sardegna e di Iglesias in via XX Settembre.

Come ha ricordato nella relazione al bilancio semestrale la stessa Bper, «la prima fase del processo di dismissione, avviata nel novembre 2019, si è basata su un meccanismo di asta competitiva riservata ad un numero di potenziali acquirenti selezionati, circa quaranta, e si è conclusa lo scorso 3 marzo 2020 senza esito. È stata dunque avviata la seconda fase del processo, ancora in corso, attraverso la nomina di un fiduciario che in ottemperanza con il mandato ricevuto, sta operando per la cessione degli sportelli. Le circostanze eccezionali dell’emergenza sanitaria hanno portato a richiedere una proroga dei termini all’Autorità, che ha deliberato di accogliere detta istanza, prorogando al 18 settembre 2020 il termine entro cui realizzare la dismissione degli sportelli».

Entro metà settembre le cinque filiali del Banco cambieranno insegna, titolarità, e simboli. Solo dopo quella data si saprà se verranno acquistate da un soggetto bancario già presente nell’isola, o arriverà il 26esimo imprenditore nel settore bancario con nuovi sportelli. Non è detto che tutte le cinque filiali, il cui personale, poco più di venti unità dovrebbe passare dal Banco al nuovo soggetto, come normalmente avviene in questi casi, faranno parte dello stesso gruppo, potrebbero essere anche essre acquistati da più soggetti, in una logica di “spezzatino”, ma sempre tutelando i vincoli sulla concorrenza.

A oggi nell’isola sono presenti venticinque istituti di credito. Oltre al Banco che la fa da padrona con 330 sportelli, da segnalare i due colossi nazionali, Intesa e Unicredit, rispettivamente con 74 e 40 sportelli, seguiti da Bnl (24), Mps e Carige (10 ciascuna) e Db (7). Gli altri hanno pochissimi sportelli, alcune solo uno: tra queste Ing, Fideuram, Bpm, Sella, Euromobiliare e Artigiancassa.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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