«Accuse inconsistenti viste da occhi mediocri»

Il vescovo di Ozieri Melis difende il cardinale Becciu: «Il bene trionferà»

SASSARI. Tra Pattada e Ozieri è nata, si è formata ed è cresciuta la vocazione di Angelo Becciu. A Pattada il cardinale “depotenziato” nei giorni scorsi dal papa è nato e nella vicina Ozieri, sede della Diocesi, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. Qui Angelo Becciu è benvoluto e stimato. Qui la gente lo difende alle accuse che gli sono piombate addosso. Tra i difensori del cardinale anche il vescovo di Ozieri, Corrado Melis.

Monsignor Melis, ha avuto modo di leggere l'inchiesta del settimanale l'Espresso? E, se sì, che idea si è fatto?

«Sì, ho letto. Ne ricavo per prima cosa l’evidente tendenziosità del titolo: “soldi dei poveri al fratello”. Evidente insinuazione di una Chiesa che cammina da tutt’altra direzione da quella proposta da Papa Francesco. E qui vorrei far notare l’enorme affetto personale ed ecclesiale che il cardinal Becciu ha sempre testimoniato nei confronti del Santo Padre, raccontandolo e contagiandolo ad ogni occasione. Affetto ribadito “ho promesso che per il papa darò la vita!”, in occasione della conferenza stampa di venerdì 25. Sulle carte riportate è questione di punti di osservazione e soprattutto di occhi di chi legge: occhi di fede intelligente che vedono soldi del papa e dell’8xmille investiti per raggiungere persone e situazioni indigenti “esistenzialmente periferiche” (direbbe papa Francesco), oppure occhi di condanna mediocre alimentata da un’informazione sempre più coperta da assicurazioni professionali contro le querele e sempre meno guidata da etica e deontologia professionali».

Ritiene quindi che il cardinale Becciu sia estraneo alle accuse che gli vengono mosse?

«Se l’accusa è di aver dato illegittimamente soldi ai famigliari, mi sembra evidente la risposta. In questi giorni sono gli stessi famigliari intervistati che danno spiegazioni e risposte sul loro operato».

Sia lei che la Caritas di Ozieri avete già avuto modo di confermare che i soldi arrivati sono frutto di operazioni del tutto regolari. Ora si parla di un'ulteriore versamento da 25mila euro del 2015. Lo può confermare?

«Sono andato a ricercare nell’archivio e ho trovato conferma della donazione di questi 25mila euro dalla Segreteria di Stato alla Caritas diocesana in occasione dell’incendio del panificio il 15 settembre del 2014, per la ripresa delle attività panificatrici. Il panificio della cooperativa Spes, nata dalla Caritas diocesana per fare inserimenti lavorativi e dare la dignità del lavoro alle persone disoccupate o disagiate del territorio».

È prassi normale che un cardinale favorisca il territorio di provenienza con delle elargizioni?

«Il cardinale allora non era cardinale, ma Sostituto della Segreteria di Stato del Vaticano. Il Sostituto non agisce per suo conto, ma a nome del Papa per il bene della Chiesa sparsa nel mondo, tra le sue peculiarità ha quella di aiutare con dei fondi di carità opere di assistenza per i poveri. Anche la diocesi di Ozieri è stata tra le decine e decine di opere che la Segreteria di Stato era solita finanziare».

In tutto il territorio a favore del cardinale Becciu si sono levate tante voci. Che stato d’animo percepisce nella Diocesi?

«Desidero da questo giornale ringraziare tutti del mondo religioso e laico che hanno espresso sentimenti di solidarietà al Cardinale Becciu, ai famigliari e alla diocesi per questa dolorosa sofferenza in attesa del trionfo della verità. I cristiani mi assicurano la forza della preghiera per continuare con carità e serenità».

Pensa che il Papa, se verrà accertata l'estraneità del cardinale ai fatti che in qualche modo gli vengono attribuiti, tornerà sui propri passi e restituirà tutte le prerogative tolte?

«Tutti quelli che conosciamo il Cardinale Becciu ci auguriamo presto che venga data la possibilità di difendersi e provare l’inconsistenza e assurdità delle accuse. Allo stesso tempo non ho dubbi della rettitudine e lealtà di Papa Francesco che opera per il bene che cresce silenziosamente nella Chiesa. Al Papa la sincera stima di Pastore che con la parola e con la vita ci manifesta l’amore di Dio per tutti, con il suo carisma faccia primeggiare la verità e la dignità della persona per far trionfare il bene anche questa volta».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes